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{mosimage}Pronto un documento, elaborato dalla presidenza spagnola dell'Unione Europea, che individua le linee guida della strategia UE per il 2020 da presentare al prossimo incontro dell'8 marzo a Bruxelles.

La presidenza spagnola dell'UE ha preparato un documento d'informazione e di riflessione sul futuro della strategia UE 2020. Centrato sul ruolo che svolgeranno le politiche d'occupazione, di protezione sociale e di pari opportunità in questa futura strategia, la presidenza vi elenca le questioni che sembravano essere oggetto di una grande convergenza di vedute tra i ministri del lavoro e della sicurezza sociale dell'UE in occasione della loro riunione informale del 28 e 29 gennaio a Barcellona, in particolare sulla necessità che la strategia UE 2020 presenti obiettivi più concreti per definire la rotta che deve seguire l'Europa nel corso di questo decennio.
La presidenza spagnola consegnerà il suo documento di riferimento ai ministri del lavoro e degli affari sociali, che si riuniscono l'8 marzo a Bruxelles. Nessuna discussione né scambio di vedute è previsto sul documento in quella occasione, ma la presidenza spagnola spera che i punti di riflessione compresi saranno ripresi nella proposta finale che presenterà la Commissione al Vertice di giugno 2010 per approvazione.

Secondo la posizione spagnola, la crisi finanziaria non sarà riassorbita finché non si registrerà una ripresa nei mercati dell'occupazione e nuove creazioni nette di posti di lavoro. È per questo che gli incentivi economici, le politiche attive dell'occupazione e la stabilizzazione dei sistemi di protezione sociale sono anch'esse tutte necessarie. La presidenza insiste sul ruolo determinante che il Consiglio EPSCO (Occupazione, Politiche sociali, Salute e Consumatori) deve svolgere per far sì che le questioni che riguardano la dimensione sociale dell'Europa siano debitamente trasmesse al Consiglio europeo. Così, la strategia dell'UE dovrebbe:

(1) comportare obiettivi precisi e misure chiaramente identificabili e quantificabili, con una valutazione regolare e un adattamento in funzione della situazione di ciascun paese;
(2) perseguire un obiettivo a breve termine che consiste nel trovare il metodo per uscire dalla crisi, e un obiettivo a medio termine che definisce il modello sociale ed economico dell'UE, necessario per raccogliere la sfida della mondializzazione;
(3) attribuire un'attenzione prioritaria all'occupazione e alla coesione sociale, come è accaduto con la strategia di Lisbona. A tal fine, bisogna stabilire un dialogo effettivo tra i ministri dell'economia, dell'occupazione e degli affari sociali per definire obiettivi coerenti e realistici ed elaborare misure utili ai cittadini europei;
(4) avere il dialogo sociale come elemento essenziale della sua dirigenza;
(5) promuovere gli investimenti nello sviluppo di nuove competenze che soddisfanno le necessità del mercato del lavoro, per dinamizzare la capacità di impiego dei cittadini europei e garantire la crescita, la stabilità e la qualità dell'occupazione;
(6) attribuire un posto importante alle questioni d'uguaglianza tra uomini e donne;
(7) attuare una politica di sostegno all'occupazione dei giovani e altri gruppi che incontrano difficoltà a entrare nel mercato del lavoro, correndo così un rischio più elevato d'esclusione sociale;
(8) favorire l'integrazione sociale e i mercati nei quali ciascun cittadino può trovare il suo posto, lottando contro le discriminazioni e rafforzando i servizi sociali d'interesse generale;
(9) essere centrato sulla flessicurezza e rafforzare il metodo aperto di coordinamento sociale;
(10) comportare una dimensione esterna dell'occupazione, della protezione sociale e dell'inclusione sociale, nei consessi internazionali come le Nazioni Unite e l'ILO in particolare, ed essere un riferimento per definire la posizione europea nel corso della riunione dei ministri del lavoro del G20.

fonte: SistemaPuglia