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{mosimage}Il capoluogo pugliese presenta la candidatura ad ospitare il Forum mondiale dell'acqua nel 2015: la notizia si è diffusa nel corso del recente incontro italo-egiziano svoltosi al Cairo.



In continuità con la politica che ha animato il Forum Mondiale sull’acqua di Istanbul, secondo il quale l’acqua deve essere considerata un bisogno e, dunque, un bene economico commercializzabile da cui trarre profitto e non un diritto umano inalienabile, continueranno i lavori nel 2012 a Siviglia e successivamente a Bari se la candidatura verrà accettata.

Durante la conferenza internazionale promossa da CIHEAM-IAM Bari e Autorità Portuale del Levante (APL), con la collaborazione dell'Ambasciata d'Italia al Cairo, dei Ministeri egiziani dell'Agricoltura, del Commercio e Industria, dei Trasporti e della Cooperazione Internazionale, sono stati presentati due progetti di cooperazione tra Italia ed Egitto.

Riguardano due settori portanti dello sviluppo economico, l'agricoltura ed i trasporti, soprattutto marittimi. Il settore agricolo è oggetto di analisi e raccolta di dati da parte di esperti, con missioni periodiche tra Italia ed Egitto, per individuare necessità e bisogni di piccoli e medi imprenditori egiziani che vogliano contribuire alle esportazioni di frutta e verdura fresca in mesi diversi da quelli delle produzioni italiane, per consentire una presenza sui mercati italiani in tutto l'arco dei 12 mesi. Particolare interesse è stato dato alla disponibilità a rafforzare i collegamenti tra i porti italiani e quelli egiziani, nonché alla necessità di accorciare i tempi di trasporto e garantire la non deperibilità dei prodotti.
 
Mahmoud Abu-Zeid, ministro egiziano delle risorse idriche e presidente onorario del World Water Council, ha detto che l’acqua è un bene prezioso e bisogna tenerlo presente per la realizzazione di azioni di cooperazione internazionale di mutuo interesse, da realizzare in favore dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo, in partnership con la Regione Puglia e con altri soggetti pubblici e privati anche esteri. “Tuttavia - ha aggiunto - ci sono grandi disparità di ricchezza d'acqua e difficili sfide politiche che spostano la nostra attenzione oltre i confini nazionali”. Abu-Zeid si sforza di risolvere le controversie dell’oro blu tra le nazioni, cercando di assistere i Paesi in via di sviluppo e le lotte di morte per acqua e cibo, promuovendo al contempo una migliore comprensione dei problemi del mondo dell’acqua a livello mondiale. "Ci sono molti problemi insoluti, un sacco da fare e molto da imparare", ha detto.
 
La rete idrica italiana secondo CIA (Confederazione italiana agricoltori) è un colabrodo: su 383 litri erogati solo 278 arrivano a destinazione. Quattro italiani su cento non hanno l’acqua corrente in casa. Quindici su cento non hanno gli scarichi collegati a una fogna. Trenta su cento non dispongono del servizio di depurazione. Non stiamo messi bene e l’Unione europea lo ha sottolineato aprendo un procedimento a carico dell’Italia per 300 casi di irregolarità.

Dobbiamo colmare il ritardo e per farlo servono 60 miliardi di euro in 30 anni. Le bollette dell’acqua degli italiani rappresentano una quota modesta della spesa domestica: 20 euro al mese per una famiglia di tre persone, rispetto ai 486 euro investititi in trasporti, ai 131 euro in combustibili, ai 131 euro alla voce “tempo libero e cultura”, ai 26 euro per le sigarette. Poco anche rispetto agli altri paesi europei. "Acqua pulita per un mondo sano": é questo lo slogan dell'edizione 2010 della Giornata mondiale dell'oro blu, festeggiata il 22 marzo. "Muoiono più persone a causa dell'acqua non sicura - afferma nel suo messaggio il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon - che non a causa di tutte le forme di violenza, inclusa la guerra”.

Fonte: IlMediterraneo.it