Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.



Dalla costruzione di teatri, cinema, musei e gallerie d'arte, al recupero delle antiche citta' di Chinguetti, Ouadane, Tichitt e Oualata, considerate dall'Unesco patrimonio comune dell'umanita', ma che senza un intervento rischiano il declassamento, con la realizzazione di nuovi hotel e infrastrutture. E ancora, dalla realizzazione di un museo regionale di Musica nella citta' di Nema, alla digitalizzazione della biblioteca nazionale di Nouakchott, all'ammodernamento del museo nazionale, ma soprattutto, tanta formazione. Di tutto questo e di ben altro ancora ha bisogno la Mauritania in vista delle celebrazioni di Nouakchott capitale della Cultura islamica 2011. A presentare le grandi opportunita' che si stagliano davanti agli investitori stranieri - e italiani in particolare - ci pensa il ministro mauritano della Cultura, della Gioventu' e dello Sport, Cisse' Mint Cheikh Ould Boide, in questi giorni in Italia - assieme ad alcuni colleghi di governo e a una folta delegazione di imprenditori - per promuovere il suo Paese. ''Con il lancio di Nouakchott capitale della Cultura islamica 2011 - ha detto il ministro ad ANSAmed - organizzeremo numerose iniziative culturali e artistiche sia in Mauritania che in giro per il mondo. Per farlo, pero', abbiamo bisogno di partner e investitori''.

Nouakchott, infatti, e' sprovvista della maggior parte delle strutture necessarie a ospitare grandi eventi. ''Entro quest'anno - ha sottolineato il ministro - intendiamo costruire nella capitale un Palazzo della Cultura, dotato anche di uno spazio multimediale e di una biblioteca''. C'e' poi l'idea di dotare la citta' di Nema di un Museo regionale della Musica, racconta Ould Boide, che alla Cooperazione italiana ha gia' sottoposto i due progetti. E un sostegno alla realizzazione delle manifestazioni previste nel 2011 e' stato garantito dallo stesso ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha fatto sapere che ''l'Italia contribuirà alla realizzazione di questo importante evento anche attraverso iniziative bilaterali organizzate nella Penisola". Fitto, infatti, il carnet di eventi che il ministero della Cultura mauritano vorrebbe organizzare in Italia: dall'esposizione di antichi manoscritti, oggetti d'arte e di artigianato, alle degustazioni di prodotti gastronomici locali, dalle esibizioni di danze folkloristiche.

''Stiamo preparando alcune conferenze sul tema dell'antropologia della cultura musulmana, e sulle opportunita' di investimento nel Paese in vista della realizzazione di infrastrutture e di strutture di ricezione a Nouakchott'', ha fatto sapere il ministro. Un modo, dice, per avvicinare il pubblico italiano alla cultura, agli usi e costumi della tradizione mauritana. Oltre alla richiesta di prolungare il progetto di recupero delle ''Biblioteche del deserto'' - per cui la Cooperazione italiana ha stanziato in tutto circa 900 mila euro - il ministro della Cultura Ould Boide ha invitato l'Italia a partecipare al salvataggio delle citta' di Chinguetti, Ouadane, Tichitt e Oualata. Due delle quali, Tichitt e Oualata, ormai difficilmente raggiungibili perche' quasi del tutto inghiottite dal deserto.

''Ma lo saranno presto - replica il ministro - perche' l'aeroporto di Nema (nel Sud-est del Paese, quasi a confine con il Mali, ndr) è in fase di ultimazione, il che ci consentira' di attrarre anche tour operator''. Lo scoglio, pero', rimane sempre quello della sicurezza e la paura dei rapimenti. ''Abbiamo messo in sicurezza - conclude il ministro - le nostre frontiere e posso garantire che non abbiamo basi di Al-Qaida nel nostro Paese. Il fenomeno e' piuttosto regionale''. (ANSAmed).