Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.



Con la sua politica sul Kosovo, l'Unione europea ha creato con la Serbia una situazione analoga a quella di Cipro, che ora deve accettare come tale. Lo ha detto il viceministro serbo per le questioni del Kosovo, Oliver Ivanovic. In una intervista al quotidiano Dnevnik di Novi Sad, Ivanovic ha lasciato intendere che a suo avviso la Ue miri a integrare la Serbia senza il Kosovo, come avvenuto con Cipro senza la parte nord occupata dai turchi. ''Se Bruxelles vuole veramente che l'intera regione si integri nella Ue, non vi e' altra soluzione. Del resto sono stati solo loro (a Bruxelles, ndr) a fare con il Kosovo un'altra Cipro'', ha detto Ivanovic.

A suo avviso, i paesi che hanno riconosciuto l'indipendenza del Kosovo affermano che non e' possibile ne' un ritorno alla situazione precedente, ne' un congelamento del conflitto ne' nuovi negoziati sullo status del Kosovo. Dei 27 paesi della Ue cinque non hanno riconosciuto l'indipendenza proclamata da Pristina il 17 febbraio 2008: Spagna. Grecia, Romania, Slovacchia e Cipro. Per Ivanovic, che sul problema del Kosovo ha una posizione piu' moderata in seno al governo serbo, il dialogo fra Belgrado e Pristina potra' avere successo solo se sara' su iniziativa di Ue e Usa, che hanno una forte influenza sulle decisioni delle autorita' kosovare. (ANSAmed).