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Dopo anni di grandi trasformazioni, per l'Albania l'adesione all'Unione europea non e' una chimera, ma un ''avvenire sicuro''. Ne e' convinto il premier Sali Berisha, che in occasione di una conferenza a Bruxelles sul futuro dell'Albania nell'Ue, organizzata all'Europarlamento dalla Fondazione Schuman, ha fatto il punto dei successi incassati nel giro degli ultimi cinque anni, che hanno cambiato il volto di un Paese. ''Non ho ancora una data sull'adesione - ha risposto il primo ministro ai giornalisti -, ma succedera' prima di quanto io pensi''. Punti forti del governo presentati a Bruxelles da Berisha sono oggi la lotta alla corruzione, prima ''sistematica'', e alla criminalita', la riforma fiscale e l'innalzamento dei salari, oltre alla crescita del budget sociale e alle privatizzazioni.

Tutti fattori che hanno contribuito a mantenere una crescita economica in Albania di fronte alla crisi mondiale e ''oggi - ha detto il primo ministro - le esportazioni sono in ripresa, cosi' come i profitti e il credito bancario''. ''Nel processo di integrazione europea - ha spiegato il primo ministro - sono state avviate riforme per i cittadini albanesi, che diano la possibilita' di avere servizi e prospettive al pari dei cittadini europei''. Secondo Berisha ''ora l'Albania e' uno dei Paesi piu' sicuri, con un indice di criminalita' piu' basso della media Ue''. Anche sul fronte della corruzione ''i risultati sono enormi'', con un guadagno netto nel bilancio dello Stato di 5,2 miliardi di dollari in piu' rispetto al governo precedente. ''Chi denuncia fatti di corruzione - ha spiegato Berisha - viene protetto e ricompensato con il 6% del valore dell'affare''. Solo nella spesa operativa dell'amministrazione pubblica sono state tagliate il 33% delle spese, a partire dalle vetture previste per i funzionari. ''Ciascuna automobile - ha detto il premier albanese - aveva un costo annuo per i contribuenti di 19mila dollari l'anno''.

Quanto all'imposizione fiscale, ''ora c'e' una tassa unica del 10%, la piu' bassa in Europa''. Unico neo del processo di democratizzazione, quello del boicottaggio dell'opposizione dopo le ultime elezioni, ''che secondo Osce e osservatori stranieri hanno soddisfatto i principali standard internazionali''. ''L'opposizione ha poi riconosciuto i risultati delle elezioni e la Corte di Appello - ha aggiunto - ha detto che non si possono ricontare voti non contestati. Non possiamo prendere in mano una decisione della Corte, e' una legge fondamentale di una societa' libera''. Berisha ha anche speso parole per dire come l'Albania sia pronta ad attuare la liberalizzazione dei visti per l'area Schengen, perche' ''credo - ha detto - che abbiamo soddisfatto tutti i requisiti previsti dall'Ue''. In vista della futura integrazione europea, ''il percorso per noi in questi anni - ha aggiunto - e' stato difficile, faticoso e pieno di sacrifici, ma rimarra' nel tempo un successo particolare''. Il primo ministro albanese e' in visita per due giorni nella capitale belga, dove incontrera' il commissario per l'Allargamento, Stefan Fule, poi il presidente stabile dell'Ue, Herman Van Rompuy e il presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek. (ANSAmed).