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{mosimage}Secondo uno studio dell’Osservatorio Anima, l’Unione Europea resta al primo posto negli investimenti diretti nel sud del Mediterraneo, in particolare nel Maghreb che ha resistito meglio alla crisi internazionale.

Mentre i paesi del Golfo sono in rapida ritirata, l'Unione Europea resta al primo posto negli investimenti diretti nel sud del Mediterraneo, in particolare nel Maghreb, dove nel 2009 si sono registrati investimenti stranieri diretti (IDE) per 8 miliardi di euro. Lo rivela uno studio di Anima, un osservatorio al quale collaborano oltre 70 fra centri studi, banche e istituti di ricerca di numerosi paesi.

Nel 2009 l'Unione Europea ha sbloccato il 54% dei 32,3 miliardi di euro di IDE destinati ai tredici paesi della zona Mena (Medio Oriente e Africa del Nord) mentre i paesi del Golfo Persico si stanno ritirando a velocità supersonica visto che 2008 si sono abbassati a 7 miliardi di euro dai 22,2 miliardi del 2007.

“Il flusso d’investimenti ha avuto una flessione a causa della crisi internazionale, ma è stata meno grave che altrove - ha dichiarato Zoe Lucon, che ha redatto il rapporto di Anima - gli Ide sono crollati del 17%, ma a livello mondiale la caduta ha raggiunto il 35% , più del doppio”. Le imprese sono diventate più prudenti e preferiscono un partenariato con aziende locali a detrimento delle IDE. Nel 2009 sono stati siglati 300 accordi di collaborazione contro i 204 del 2008 e 145 nel 2007. In un contesto economico piuttosto teso il Maghreb è la regione del sud del Mediterraneo che ha resistito meglio alla crisi internazionale e nel 2009 ha totalizzato IDE per 8,5 miliardi di contro gli otto miliardi del 2008.

Ne ha beneficiato anche l’Algeria con investimenti arrivati a 2,5 miliardi di euro anche il 90 % di essi riguardano il settore petrolifero. Il Marocco nel 2009 ha avuto un risultato ancora più positivo con 3,3 miliardi di Ide in vari settori, energia, automobili, telecom, banche e turismo e una crescita del 5%, al primo posto tra i paesi dell'Africa. La Tunisia ha raggiunto l’essenziale, 1,3 miliardi di IDE, ma di una flessione del 34% rispetto al 2008 a causa della ritirata dei paesi del Golfo dai grandi progetti immobiliari.

Fonte: Il Mediterraneo.