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{mosimage}In attesa della pubblicazione degli atti del convegno “Letteratura adriatica. Le donne e la scrittura di viaggio”, tenutosi presso le sedi universitarie di Tirana e di Scutari nei giorni scorsi, un primo saggio dei risultati dell’incontro internazionale.



Cercare, tra gli stereotipi dell’odeporica al femminile, le tracce di una letteratura che va oltre la consuetudine e racconta, invece, il mondo adriatico attraverso gli occhi femminili”. Così Giovanna Scianatico, docente ordinario dell’Università degli Studi di Bari e direttore del Centro Interuniversitario Internazionale di Studi sul Viaggio Adriatico (CISVA), spiega le finalità scientifiche del convegno internazionale di studi dal titolo “Letteratura adriatica. Le donne e la scrittura di viaggio”, tenutosi presso le sedi universitarie di Tirana e di Scutari nei giorni scorsi.

Il Convegno – organizzato dal CISVA e dall’Università del Salento, promosso dall’Assessorato al Mediterraneo e alla Cultura della Regione Puglia, d’intesa col Centro Interdipartimentale di Ricerca sul Viaggio dell’Università  della Tuscia (CIRIV) ed il Corso di Relazioni Interadriatiche dell’Università di Bari – è il primo di un ciclo di convegni internazionali sul tema “Le donne e il viaggio adriatico”, relativo cioè alle diverse forme di presenza delle donne nella letteratura odeporica (dalle scrittrici/viaggiatrici alle  figure  femminili descritte nella letteratura di viaggio).

Questo primo convegno ha costituito un importante momento di confronto per rappresentanti del mondo istituzionale e culturale italiano e albanese, e per numerosi docenti e giovani ricercatori di varie università pugliesi, laziali e albanesi che – presentando testimonianze, anche inedite, della presenza femminile nella scrittura del viaggio adriatico lungo un arco di tempo che arriva alla letteratura di fine Novecento – hanno riportato alla luce, contestualizzato e analizzato opere letterarie odeporiche in grado di aggiungere nuovi e significativi tasselli “al femminile” nel grande mosaico della storia adriatica. Una storia fatta di incontri, di separazioni, anche di scontri, ma che oggi – grazie anche ad iniziative scientifiche come questa – è soprattutto nel dialogo e nel confronto che può scoprire e realizzare un cammino condiviso di crescita umana e culturale, fondato su comuni radici che hanno proprio nell’Adriatico la loro linfa vitale.

L’immaginario della letteratura odeporica adriatica grazie a questo primo censimento di opere, in cui la figura femminile ha un ruolo di primo piano come oggetto e come soggetto, lungo un'ideale linea che congiunge la scrittura del mito a quella dell’emigrazione, risulta, così, notevolmente arricchito ed esplorato nelle sue implicazioni letterarie, culturali, sociali e storiche.

La piratessa Teuta, Cristina di Svevia, Matilde Perrino, Mary Wortley Montagu, Cristina di Belgioioso, Itala Bogdanovich, Anna Adovich, Matilde Serao, Janet Ross, Marta Ajala, Mary Edith Durham, Amy Bernardy, Rebecca West, le suore stigmatine, le donne dei Balcani e le donne dei fari dell’Adriatico, Idrusa, Lalla Romano: questi sono solo alcuni dei nomi delle donne che, dopo questo convegno, tornano a raccontare dell’Adriatico e di sé attraverso l’Adriatico. Agli atti del convegno di prossima pubblicazione, a cura di Giovanni Sega, il compito di raccogliere e restituire le voci e le presenze di questo mare di scrittura al femminile.

Fonte: Centro Interuniversitario Internazionale di Studi sul Viaggio Adriatico.