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Resteranno in Italia i 56 milioni di finanziamenti europei dei fondi strutturali per il 2007, che avrebbero dovuto essere restituiti a Bruxelles per non essere stati spesi entro la fine del 2009.

L’Ue semplifica le regole di funzionamento dei fondi. Le novità dovrebbero facilitare l’accesso e accelerare i flussi di investimenti in un momento in cui i bilanci pubblici sono sotto pressione. Nel quadro delle misure anticrisi, saranno anche pagati 775 milioni di euro di acconti addizionali ad alcuni paesi membri che lamentano difficoltà di liquidità.

“La crisi ha intaccato la fiducia delle imprese, ha aumentato il numero dei disoccupati e sta mettendo sotto pressione le finanze pubbliche'', ha detto il commissario Ue per la politica regionale Johannes Hahn. Le nuove misure adottate “dovrebbero aiutare anche a ridurre le lungaggini burocratiche per l’accesso ai fondi”. Secondo Hahn, l’accelerazione dell’attuazione dei progetti sui territori delle regioni “darà una mano alle economie nazionali e regionali in questi tempi di crisi”.

Laszlo Andor, commissario Ue per l’occupazione e responsabile del Fse, ha ricordato che “le misure a cui si è fatto più ricorso nei mesi recenti sono state le politiche attive sul mercato del lavoro per offrire un lavoro ai disoccupati. Anche la formazione e le specializzazioni offerte alle persone in cerca di lavoro stanno portando i loro frutti e la semplificazione delle procedure consentirà agli stati membri di aiutare concretamente chi è stato colpito più duramente”.

Altri cambiamenti nell’utilizzo dei fondi cercano di venire incontro alle difficoltà degli stati e delle regioni ad assicurare il cofinanziamento dei progetti europei sul proprio territorio. Una serie di modifiche consentiranno di accelerare la realizzazione dei progetti e di semplificare la gestione quotidiana.

Fonte: Regioni.it