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Di Turismo nell’ambito della strategia EUSAIR (EU Strategy for the Adriatic and Ionian Region) e di impatti sullo sviluppo economico e sociale della Macroregione Adriatico-Ionica si è parlato nel corso di un convegno organizzato da Federterziario Lecce - Associazione Datoriale Provinciale.

Presso il Castello di Carlo a Lecce, è intervenuta Paola Sabella, Segretario Generale CCIAA Crotone e rappresentante del Forum delle 42 CCIAA dell’area Adriatico-Ionico, che ha sottolineato che “la Macroregione comprende 8 stati e, negli ultimi 10 anni, ha avuto un incremento del 50% dei flussi turistici, oggi pari a 113 milioni di arrivi”. Questo è un segno forte che la strategia funziona soprattutto se mette insieme tutti gli stakeholder, ad esempio le parti sociali, come la UGL presente al convegno con il segretario nazionale del terziario Luca Malcotti. “I fondi europei sono una opportunità di sviluppo da cogliere, per il Paese, per le Imprese, per i lavoratori. L’occupazione c’è dove c’è la crescita e lo sviluppo” – ha dichiarato.

E per crescere bisogna fare rete, che vuol dire imparare a cooperare come sottolinea Massimo Stronati, Presidente Confcooperative Lavoro e Servizi. “Oggi per fortuna, anche se un po' timidamente, si parla di nuovo di concertazione!”. Natalino Barbizzi, responsabile del FacilityPoint EUSAIR della Regione Marche, che svolge supporto tecnico per chi vuole avviare iniziative in ambito Eusair, si è detto “meravigliato che l’evento sia stato promosso da una associazione datoriale come Federterziario, che ha fatto quello che dovremmo fare noi. Ma questo è un bel segnale perché vuol dire che qualcosa si muove in ambito europeo anche a livello culturale”.

Le Macro-regioni come quella Adriatico-Ionica sono un’opportunità di sviluppo anche da questo punto di vista, oltre che da quello economico, perché portano verso una cultura della cooperazione e collaborazione in rete tra soggetti pubblici e privati. “L’Europa è una realtà di cui l’Italia non può fare a meno, ci sono regioni come il Mezzogiorno che senza i fondi strutturali negli ultimi 10 anni non avrebbero potuto fare alcun investimento in infrastrutture e ricerca” - ha dichiarato l’europarlamentare Andrea Cozzolino. La strategia Eusair ha bisogno di un’accelerazione soprattutto da parte degli enti pubblici, a volte carenti di adeguata professionalità come hanno osservato anche i rappresentanti dei commercialisti presenti all’incontro.

“Mettiamo a disposizione le nostre risorse anche a favore della Pubblica Amministrazione che può beneficiare del nostro know-how per dare slancio alla sua azione strategica” ha detto Fabio Corvino, presidente Fondazione Messapia. Sulla stessa lunghezza d’onda Nicola Patrizi, presidente di Federterziario “L’Italia era in passato ai primi posti nell’utilizzo dei fondi europei, oggi siamo al terzultimo posto e questo danneggia anche le PMI che rappresentiamo. Per questo il nostro intento è quello di aiutare gli enti pubblici ad intercettare i fondi europei cosicché si possa dare una spinta ai territori, alle imprese ed ai lavoratori!”. Perché emergono anche nuove professionalità “individuate nell’ambito della strategia Eusair, che sono espressione ad esempio dell’economia del mare e delle biotecnologie” ha fatto notare Fabio Travaglini, autore del libro che ha dato il titolo al convegno.

A proposito di occupazione, ci sono nuovi spazi anche nel Turismo, in particolare quello sostenibile, che è una ulteriore possibilità di lavoro; ma è necessario creare un brand per i nuovi percorsi sulle rotte adriatico-ioniche, valorizzando il patrimonio culturale e migliorando l’accesso ai target deboli: anziani, disabili, gruppi a basso reddito. È questo il percorso tracciato dall’Italia nell’ambito della Strategia Eusair, come ha dichiarato Piacentino Ciccarese della Regione Puglia. “L’Europa non ha destinato dei fondi aggiuntivi per la Strategia – ha continuato - perché occorre spendere, e bene, quelli già a disposizione: FESR e IPA”. I fondi europei in questione sono relativi al programma 2014-20 e, pertanto, dovranno essere utilizzati il prima possibile per non doverli restituire.