Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

croaziaLa stabilizzazione dei Balcani occidentali, fortemente voluta dall'Italia in una prospettiva europea, fa un altro passo avanti con la prossima adesione della Croazia all'Unione Europea, prospettata dal ministro degli Esteri Franco Frattini per il primo semestre del 2011.


E anche se il negoziato con Bruxelles è ancora aperto su "capitoli sensibili" come giustizia e concorrenza, da Zagabria - dove ha partecipato alla II Commissione mista - il titolare della Farnesina lancia un messaggio di ottimismo. L'Italia, afferma Frattini, "ritiene che la Croazia possa firmare con successo il Trattato di adesione entro la prima metà del 2011, in modo che il 2012 sia l'anno dell'ingresso nella famiglia dell'Ue" e chiede di "affrontare con forza gli ultimi capitoli più sensibili relativi a giustizia e concorrenza".

La prospettiva europea rimane "essenziale" per la "stabilità e prosperità" dei Balcani occidentali, si legge nella dichiarazione congiunta firmata da Frattini e dal collega croato Gordan Jandrokoric. Come pure è cruciale la "volontà comune" di "rafforzare la cooperazione regionale" come l'Iniziativa adriatico-ionica (Iai) e l'Iniziativa centro-europea (Ince) anche in vista di una macroregione europea adriatico-ionica. In questo campo "siamo impegnati - ha spiegato Frattini - a presentare progetti comuni da finanziare con fondi europei". Una dimensione europea e una regionale, dunque, ma anche bilaterale, dato che le relazioni economiche tra Roma e Zagabria sono "eccellenti" e l'Italia è il primo partner del Paese balcanico.

Dalle infrastrutture ai trasporti, dall'agricoltura all'ambiente, all'energia, sono estesi i settori nei quali verrà potenziata la cooperazione bilaterale, come si legge nella dichiarazione finale della Commissione mista, alla quale hanno partecipato anche il ministro dell'Agricoltura, Giancarlo Galan, e il viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli.

La Croazia, d'altra parte, pur con qualche difficoltà interna nella lotta alla corruzione e nel rilancio economico, si sta creando un ruolo regionale lungo una linea di "moderazione" che piace all'Italia. Sostenitrice dell'integrità territoriale della Bosnia, Zagabria ha intensificato il dialogo con Belgrado pur avendo riconosciuto subito l'indipendenza del Kosovo.

 

 

Fonte: ANSAmed