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Il Centro per la Conservazione e il Restauro, il Museo nazionale della Civiltà egizia, il Grand Egyptian Museum della piana di Giza e un nuovo progetto ancora tutto da realizzare: ridisegnare la Cairo cristiana e renderla più fruibile a cittadini e turisti. L'Egitto torna a puntare sul suo patrimonio artistico, proponendo un restyling dei luoghi della cultura ed elaborando un nuovo modo di concepire questi spazi: dinamici, interattivi e di incontro.   


Primo nato è il Centro per la Conservazione e il Restauro del Cairo. Situato all'interno dell'area in cui fra quattro anni vedrà la luce il nuovo Museo egizio della piana di Giza, è stato inaugurato lo scorso mese di giugno. Al suo interno, spiega il direttore esecutivo del Centro per la Conservazione, Osama Abou El Khier, “ci sono sette laboratori per il restauro dove vengono trattati tutti i tipi di materiali di tutte le dimensioni (legno, pietra, organico, inorganico, mummie, reperti gravemente danneggiati, reperti di grandi dimensioni) e un laboratorio scientifico. Un luogo all'avanguardia dove sono stati già restaurati 654 reperti e “deputato a essere il più importante centro per la conservazione di tutto il Medio Oriente”.

Fra due mesi, anticipa Abou El Khier, “inizieremo il restauro di alcuni pezzi provenienti dalla collezione di Tutankhamon”. L'intera raccolta, prosegue, sarà trasferita nel nuovo complesso museale che, sorgerà ai piedi delle piramidi. “Si tratta del più grande museo al mondo - ricorda Abou El Khier - in cui saranno ospitati 100 mila manufatti che vanno dal periodo preistorico a quello greco-romano, un centro conferenze, sale interattive e ristorante”.

Il Centro e il nuovo Museo egizio occupano complessivamente una superficie di 150 ettari, fa notare il coordinatore generale del progetto per il Grande Museo, Mohammed Ghoneim. Per il solo museo - il cui progetto porta la firma dello studio irlandese Heneghan Peng Architects - il governo egiziano ha preventivato un investimento di 500 milioni di dollari “di cui 300 rappresentati dal prestito concesso dal Giappone; il solo Centro - sottolinea Ghoneim - è costato circa 48 milioni di dollari”.

Nell'area del Fustat, cuore della  vecchia Cairo, non lontano dalla chiesa Sospesa, è in fase di costruzione il primo museo nazionale della Civiltà egiziana. Uno spazio in cui, a partire dal 2012 (questa la data prevista per l'apertura), saranno esposte collezioni che vanno dal periodo preistorico all'Ottocento, mentre all'interno del centro culturale saranno organizzati eventi e mostre temporanee. Ultimo progetto in fase di realizzazione, fanno sapere dal ministero della Cultura, è quello che intende ridisegnare la Cairo cristiana: anche qui, l'idea è quella di fare rivivere l'intero quartiere, realizzando spazi per eventi culturali, caffè, ristoranti e un hotel.

 

 

Fonte: ANSAmed