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La Serbia potrebbe attendere più del previsto per ottenere lo status di paese candidato all'adesione alla Ue, atteso per il prossimo ottobre. Lo ha detto il capo della rappresentanza Ue a Belgrado Vincent Degert, secondo il quale potrebbero essere necessarie altre riforme e un maggiore impegno per arrivare alla cattura di Ratko Mladic e Goran Hadzic, gli ultimi due criminali di guerra serbi richiesti dalla giustizia internazionale.


''Tutto è ora nelle mani della Serbia, e la possibilità di uno slittamento nei tempi per l'ottenimento dello status di paese candidato e' uno degli scenari sul tappeto'', ha detto Degert in una intervista al quotidiano Blic. ''A Belgrado potrebbe essere richiesto di attuare determinate riforme''. ''Spero - ha aggiunto - che la dirigenza serba mostrerà il necessario dinamismo da qui fino al ottobre'', quando la commissione farà conoscere il suo parere sulla richiesta dello status di paese candidato.

Nei mesi scorsi la Ue aveva chiaramente posto come condizione per ulteriori progressi della Serbia verso l'integrazione europea la cattura di Mladic e Hadzic. E a ricordarlo è intervenuto l'ambasciatore olandese a Belgrado Laurent Stokvis. Il diplomatico, citato dalla Tanjug, ha detto che l'Olanda ratificherà l'Accordo di stabilizzazione e associazione (Asa) tra Serbia e Ue solo dopo la cattura e la consegna al Tribunale penale dell'Aja (Tpi) degli ultimi due criminali di guerra.

Finora 17 dei 27 paesi Ue hanno ratificato l'accordo Asa con la Serbia, che per entrare in vigore richiede il sì di tutti i paesi comunitari. L'Asa è un passaggio determinante per i paesi che intendono aderire alla Ue.

 

 

Fonte: ANSA