Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

Si chiama ''Eco-innovation'' il bando Ue che anche nell'edizione 2011 mira soprattutto alle piccole e medie imprese europee per lanciare progetti verdi ''pilota'' pronti a diffondersi sul mercato, con un budget di 36 milioni di euro. L'obiettivo di Bruxelles è di recuperare terreno rispetto all'innovazione già avviata dalle economie emergenti, nel solco della strategia sostenibile per il 2020.


Eco-innovation nasce quindi per rispondere ad una crescente domanda di prodotti e servizi che portino benefici all'ambiente, ma anche alla ripresa dell'economia. Le eco-industrie Ue contano già 3,4 milioni i posti di lavoro e a premere sull'acceleratore delle nuove tecnologie dovranno essere soprattutto le Pmi, circa 23 milioni, all'origine del 60-70 per cento dell'inquinamento dell'industria europea.

Di cosa si occupa il programma Eco-innovation? ''Si parla di nuovi prodotti, nuovi servizi, nuovi sviluppi della tecnologia, - spiega il commissario Ue all'Ambiente, Janez Potocnik – ma anche nuovi modelli di business. Abbiamo bisogno di nuove logiche e modi pensare nell'approccio alla vita ordinaria, sia nella produzione sia nei consumi''.

Non si tratta di fare ricerca, ma di finanziare tecniche dimostrate che hanno bisogno di incentivi per diffondersi sul mercato. Idee vincenti in passato sono state la produzione di bottiglie per il latte in carta riciclata, nuove ''etichette commestibili'' fatte con il laser, il processo di riciclo dei pannolini o una nuova colla per parquet che non contiene sostanze nocive.

Con questo bando, l'Unione europea cofinanzia al 50% un progetto, assumendosi di fatto parte dei rischi. ''Rappresentiamo una sorta di 'angeli del business' – spiega Beatriz Yordi, dell'Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione (Eaci) - perchè abbiamo i soldi e ci assumiamo i rischi dell'impresa. Approssimativamente, la dimensione di ciascun progetto è di 1,4 milioni di euro''. Per riuscire ad aggiudicarsi i finanziamenti, è cruciale la possibilità di replicare un prodotto o un processo produttivo, oltre alla capacità di fare squadra con altre aziende Ue. ''Vorremmo che ciascuno euro investito dai contribuenti europei – aggiunge Yordi - mobiliti altri soldi''.

 

 

Fonte: ANSA