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Accrescere i traffici marittimi, sviluppare i settori industriale, del turismo e dell'agricoltura biologica, attirando investimenti in quello delle rinnovabili. La città turca di Izmir (Smirne), punta a diventare un importante polo economico del Mediterraneo e, in attesa di sapere chi si aggiudicherà l'Expo 2020, appare in grande fermento. 


Importante porto dell'Egeo, principale scalo del Paese in termini di traffico, ''Smirne gode di una posizione strategica per gli scambi commerciali'', come sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Smirne, Ekrem Demirtas. ''La prossimità con le principali piazze internazionali, la presenza di alcune zone di libero scambio e la facilità con la quale è possibile raggiungere i mercati di approvvigionamento delle materie prime, fanno di Smirne un luogo interessante dove investire''.

Nel 2010, fanno sapere gli uffici delle Dogane, dalla città è transitato il 14,7% delle esportazioni turche e il 12% delle importazioni. ''L'Italia - ricorda Demirtas - è il secondo partner commerciale della Turchia dopo la Cina, che risulta al primo posto anche sotto il profilo degli investimenti diretti. L'interscambio tra i nostri due Paesi cresce del 20% annuo''. Oltre a essere il quinto investitore straniero in Turchia, ''l'Italia rappresenta un'importante piazza per le esportazioni provenienti dalla regione Egea''. Nel solo 2010, fa sapere il direttore, attraverso l'Italia ''la Turchia ha venduto merci per circa 350 milioni di dollari''. Gli investimenti, tuttavia, potrebbero lievitare. Se, infatti, la città si aggiudicasse l'Expo (dopo avere perso la prima volta contro Milano), ''potrebbe riuscire ad attrarre investimenti per 25 miliardi di dollari'', replica Demirtas.

Importante polo industriale (settore che occupa circa il 31% dell'economia della citta'), Smirne mira a sviluppare sempre di più il turismo. In particolare quello crocieristico. ''L'accordo siglato da diverso tempo con Costa crociere - afferma - ha aperto la strada al potenziamento di questo settore. Nel 2003 il numero di passeggeri in arrivo nello scalo egeo era pari a 0. Negli ultimi otto anni, abbiamo superato gli 1,7 milioni di passeggeri''. Nei primi tre mesi di quest'anno, poi, circa il 62% del totale dei turisti giunti in Turchia via nave hanno fatto scalo a Smirne, consentendo alla citta' di diventare il primo approdo turco. Per il 2011, spiega Demirtas, ''ci aspettiamo 622.112 passeggeri e 300 navi''.

Altro obiettivo è quello di incrementare le capacità logistiche del porto fino a 3 milioni di container l'anno. ''Nuovi studi di fattibilità per l'ammodernamento del porto sono allo studio, così come lo sviluppo delle reti viaria e ferroviaria per facilitare l'accesso al porto'', aggiunge il responsabile della Camera di Commercio. L'idea, sostiene,  è quella di ampliare lo scalo di modo da potere consentire l'attracco di cinque navi allo stesso tempo. Lo sviluppo dello scalo, conclude Demirtas, risulta ancor più strategico in vista dell'obiettivo che la Turchia ha deciso di raggiungere entro il 2023: "l'export di merci per un valore di circa 500 miliardi di dollari".

 

 

Fonte:ANSAmed