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Dall'Italia alla Germania ed al Portogallo, con la speranza di arrivare presto, fondi permettendo, ad un vero e proprio Osservatorio europeo sulla violenza giovanile. Presentato al Parlamento europeo il progetto che punta ad esportare in questi altri due paesi Ue il programma che, tra il 2009 ed il 2011, ha coinvolto 200 famiglie della zona di Roma e Napoli che avevano all'interno figli con problemi di delinquenza. 


''Quel progetto - spiega la responsabile Isabella  Mastropasqua del Dipartimento della giustizia minorile – è nato per sperimentare azioni innovative per chi entra nel circuito penale; ora abbiamo un obiettivo più ambizioso: implementare una rete europea per l'Osservatorio europeo di Nisida sulla violenza giovanile''. L'Osservatorio, attivo dal 2007, ha gestito dei progetti comunitaria, ma non ha al momento una vera e propria investitura europea e inoltre, sottolinea Mastropasqua, ''mancano le risorse per creare una rete di studio sul fenomeno''.

''Questa iniziativa - spiega Salvatore Iacolino, eurodeputato e vicepresidente della commissione giustizia del Parlamento Ue - non solo mette assieme tre Paesi in un'azione di prevenzione e recupero, ma soprattutto mette al centro le persone, innovando le tecniche di intervento e coinvolgendo le famiglie come stimolo sano per i giovani che hanno dei problemi di delinquenza e dipendenza''.

Al nuovo progetto, che terminerà nel 2013, parteciperanno 400 famiglie delle aree di Milano, Roma, Napoli e Palermo. Ogni anno circa 20.000 giovani vengono denunciati, di questi 400 entrano in istituti penali ed altri 4.000 nelle aree penali esterne.

 

 

Fonte: ANSA