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Il Wwf lancia il manifesto per un “Mediterraneo doc”, per avere un mare di ''qualità'' raccontando lo stato attuale e immaginando come potrebbe essere. L'associazione del Panda immagina per un Mediterraneo di qualità ''acque pulite e senza rifiuti''. Ma, oggi come oggi, nel Mediterraneo, tra Italia, Spagna e Francia, galleggiano 500 tonnellate di plastica, con concentrazioni superiori a quelle presenti nell'oceano Atlantico e nel Pacifico.


Inoltre, ogni anno oltre 600.000 tonnellate di greggio vengono deliberatamente scaricate nel mare durante operazioni di routine, e l'80% degli scarichi fognari urbani viene riversato senza essere trattato. Sui suoi fondali, il Wwf ipotizza affinché sia davvero di qualità, che siano adagiati ''relitti pieni di storia o di mistero ma non carichi di veleni''. E invece in fondo al Mediterraneo ''ci sono navi affondate cariche di sostanze radioattive e velenose altamente nocive per la salute del mare e dell'uomo''. E così via tra quello che è attualmente e quello che dovrebbe diventare.

Tra gli altri punti ricordati il fatto che ''il Mediterraneo occupa meno dell'1% di tutti gli oceani del Pianeta, ma conserva 8.500 specie, cioè il 7,5% di tutte le specie marine. Solo l'1% del mar Mediterraneo è protetto''. Inoltre, si pesca più di quanto si potrebbe con metodi ''per lo più distruttivi, e spesso illegali''. Oltre ''la meta' dei 46.000 chilometri di coste del Mediterraneo è urbanizzata''.

 

 

Fonte: ANSA