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Documentari ma anche concerti, installazioni ed opere d'arte, conversazioni e un convegno su 'Fede e libertà' nelle tre grandi religioni monoteistiche: dal 4 al 10 luglio, al complesso monumentale Steri di Palermo, si tiene la 6a edizione del Sole Luna festival, tradizionalmente dedicato al documentario da e sul Mediterraneo, ma che quest'anno allarga i suoi orizzonti oltre l'area mediterranea, raccontando anche altre regioni del mondo.


Realizzata dall'associazione 'Sole Luna - Un ponte tra le culture' con il sostegno della Fondazione Roma Mediterraneo, la manifestazione vedrà la presentazione di 46 documentari, 30 dei quali in concorso (il 10 luglio ci sarà la premiazione), provenienti da oltre 20 paesi del mondo. Alcune proiezioni, ha detto il direttore artistico Giovanni Massa nel corso della presentazione a Roma, saranno prime visioni per l'Italia, come il documentario "Sulla strada di Abibata" di Gaetano Di Lorenzo, che narra la straordinaria vicenda di Mamma Africa, la donna immigrata che apre la sua casa e dà da mangiare agli stranieri bisognosi a Palermo. Oppure il documentario/videoarte del canadese di origine siciliana Steve Sanguedolce, "Blinding".

Per il presidente dell'associazione Sole Luna e ideatrice del festival Lucia Gotti Venturato, "il documentario è la strada più facile per parlare dell'Altro". "Il documentario - ha spiegato Massa - ha una funzione che esula dalla cronaca e dall'informazione, ed è portatore di un atteggiamento 'etico'. Ci siamo sforzati di scegliere film che dessero un quadro variegato e profondo delle varie realtà. Ci sarà una sezione Mare, con opere da e sul Mediterraneo, e una sezione Terra, che riguarda il resto del mondo. C'è poi la rassegna SoleLunaRock, che tratta di documentari sulla musica rock, spesso in posti dove non te l'aspetteresti". In quest'ultima sezione interverrà personalmente anche Julian Temple, celebre regista di film ma anche videoclip musicali, che al Sole Luna presenterà due sue opere, una sui Sex Pistols, l'altra sulla città di Detroit.

Il presidente della Fondazione Roma Mediterraneo, Francesco Maria Emanuele, ha voluto sottolineare nel corso della presentazione del festival il ruolo della Sicilia proprio come ponte tra culture diverse, nel segno della tolleranza: "Noi siciliani non capiamo il razzismo, conviviamo da sempre. Sei milioni di siciliani, dopo il 1860, sono andati all'estero, ed altri cinque milioni sono andati al nord dopo il 1945. Il siciliano non riesce a concepire l'odio per l'immigrato. In Sicilia ci sono cognomi arabi, greci, albanesi, spegnoli", ha detto.

Approfondimenti: sito web “Sole Luna Festival”.

 

 

Fonte: ANSAmed