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Il quadro finanziario per il 2014-2020 messo a punto dalla Commissione europea segna un sostanzioso aumento della spesa per la ricerca, le infrastrutture transfrontaliere e la sicurezza delle frontiere esterne. Nessuna concessione invece per le spese tradizionali, quelle destinate all'agricoltura e ai fondi di coesione. In deciso calo le spese amministrative.


Per i sette anni che condurranno al prossimo decennio, Bruxelles mette sul piatto 1.025 miliardi di euro in impegni, pari all'1,05% del Pil Ue, e 972 miliardi in pagamenti. ''Si tratta di una stabilizzazione delle spese a livello del 2013'', fanno notare fonti dell'esecutivo Ue. Le nuove priorità, per Bruxelles, sono le infrastrutture transfrontaliere nei settori dell'energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni che vedranno un aumento del budget del 287% per passare dai 12,9 miliardi del 2007-2013 a 50 miliardi del 2014-2020. In netta crescita il sostegno di Bruxelles alla ricerca che potrà contare su 80 miliardi rispetto ai 54,9 dei sette anni precedenti (+46%), bene anche l'istruzione e la cultura che passerà da 9,1 miliardi a 15,2 miliardi di euro (+68%) e l'impegno per la sicurezza e la protezione delle frontiere esterne che salirà a 18,5 miliardi dagli attuali 11,5 (+62%). Le spese per l'amministrazione invece sono previste in calo con una riduzione dal 4 al 3%.

La politica agricola comune, che pesa ancora per circa un 40% sul bilancio dell'Ue, potrà contare su un ammontare pari a 386,9 miliardi, mentre alla politica di coesione, che sostiene le regioni in ritardo di sviluppo, andranno 376 miliardi di euro che dovranno essere spesi tenendo conto di precise condizioni. Grandi novità infine dal punto di vista delle entrate, con la proposta di creare due risorse proprie (Iva europea e tassa sulle transazioni finanziarie) che con i diritti di dogana e altri prelievi dovrebbero consentire di finanziare il bilancio fino al 60% della cifra complessiva e quindi con una riduzione sensibile dell'esborso dei singoli Stati membri. Quanto allo sconto britannico, dovrebbe diventare una cifra fissa forfettaria.

 

 

Fonte: ANSA