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La concessione alla Serbia dello status di paese candidato all'adesione alla Ue è legato a tre punti: le riforme richieste dall'Europa, l'osservanza dei criteri di Copenhagen che prevedono la soluzione dei conflitti con i vicini, e progressi concreti nei rapporti fra Belgrado e Pristina nella questione del Kosovo. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Angela Merkel, in visita nei giorni scorsi nella capitale serba.


Parlando in una conferenza stampa congiunta con il presidente serbo Boris Tadic, Merkel ha aggiunto - a proposito del Kosovo - che è necessario lavorare per la riduzione progressiva delle strutture parallele serbe presenti nel nord del Kosovo e consentire che Eulex, la missione civile europea, abbia la possibilità di esercitare le sue funzioni sull'intero territorio del Kosovo.

La Serbia spera di ottenere lo status di paese candidato alla Ue entro la fine dell'anno, unitamente a una data d'inizio del negoziato di adesione. A questo riguardo, la Merkel ha elogiato la cattura negli ultimi mesi di Ratko Mladic e Goran Hadzic, gli ultimi due criminali di guerra serbi ancora in fuga. La Ue, ha detto il cancelliere, ha bisogno dei paesi dei Balcani occidentali, e nella regione non vi sarà autentica riconciliazione e duratura stabilità fino a quando tutti i paesi della regione non saranno parte della Ue. La visita di Merkel a Belgrado avviene a poche settimane dalla nuova esplosione di violenza nel nord del Kosovo, dove la popolazione serba rifiuta di riconoscere l'autorità di Pristina.

 

 

Fonte: ANSA