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Franco Narducci, Vicepresidente della Commissione Affari Esteri della Camera è intervenuto a Varsavia alla Conferenza dei presidenti delle Commissioni affari esteri dei Parlamenti dei paesi UE, a proposito delle prospettive della politica estera dell'Unione europea nell'attuale scenario geopolitico.


Narducci ha rivolto ai rappresentanti delle Istituzioni comunitarie l'invito ad evitare il ricorso ad un linguaggio marcatamente burocratico, che tende ad offuscare la portata delle grandi sfide politico-internazionali che l'Unione europea è chiamata ad affrontare. ''Ritengo sia prioritario - ha osservato - approfondire la riflessione sul ruolo dell'Ue a fronte della situazione in evoluzione nel Mediterraneo, anche alla luce del fallimento dell'Unione per il Mediterraneo ed il conseguente stallo del Partenariato di Barcellona''.

Nel riprendere uno dei focus principali d'interesse della Commissione Affari esteri della Camera, l'apertura dell'Unione europea ai partner dei Balcani occidentali, Narducci ha espresso una valutazione positiva degli orientamenti della Presidenza polacca in merito alla politica di allargamento, illustrati dal viceministro polacco per gli affari esteri, Jan Borkowski. ''La recente chiusura del negoziato di adesione con la Croazia – ha infatti sottolineato Narducci - rappresenta senza dubbio un importante successo della strategia di allargamento – sostenuta con determinazione dall'Italia''.

In tale ottica il Vicepresidente della Commissione Affari Esteri si è detto convinto che la conclusione del percorso negoziale contribuirà a dare rinnovato slancio al cammino dell'intera regione dei Balcani Occidentali verso la Ue ed ha ribadito il convinto sostegno della Camera dei deputati italiana al riconoscimento della Serbia quale paese candidato all'adesione ed all'avvio dei colloqui per l'adesione del Montenegro.

''L'evoluzione della situazione internazionale - ha concluso - richiede una maggiore responsabilizzazione dell'Ue nella gestione della sicurezza internazionale, sviluppando finalmente la difesa comune, come previsto dal Trattato di Lisbona, e affrontando con decisione la soluzione dei nodi ancora irrisolti che ancora bloccano la piena sinergia con la NATO''.

 

 

Fonte: ANSA