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''Un atto di stima e di sfida affinché possa attuarsi il pensiero europeo ed il respiro mediterraneo attraverso un rinnovamento per Napoli, fondato sulla competenza attiva e sul coinvolgimento sociale'': è la principale motivazione che ha indotto la giuria internazionale del ''Premio Mediterraneo'', costituita da rappresentanti di 43 Paesi euromediterranei, ad attribuire il riconoscimento per l'edizione speciale 2011 “Città per la Pace” alla città di Napoli ed al sindaco Luigi de Magistris.


De Magistris ha sottolineato con forza il ruolo di Napoli nel bacino mediterraneo: ''Napoli - ha detto - è una città del Mediterraneo che affaccia sul comune mare. Stesso identico mare per popoli che parlano diverse lingue e che abbracciano diverse religioni. Napoli per la sua storia è capace di interpretare meglio di altri quello che oggi avviene nella sponda sud del comune mare, Napoli sa decifrare meglio di altri cosa avviene nel vicinissimo Oriente, talmente vicino da rendere noi per loro un vicino Occidente''.

Il sindaco ha poi testimoniato la sua vicinanza alle forze che hanno saputo dare vita alla primavera araba: ''Napoli – ha detto - sa interpretare meglio di altri la primavera araba perchè, con le debite proporzioni, sta vivendo e ha vissuto il medesimo processo: riappropriarsi degli spazi di agibilità democratica per una condivisa idea di sviluppo. Nelle nazioni oggi caratterizzate dalla primavera araba il popolo è tornato nuovamente ad essere soggettività politica e non più mera parola pronunciata nella retorica di un raiss. Tra le primavere arabe è tornato nuovamente in voga il pensiero laicista, non imposto da un regime ma elaborato dal popolo. Pensiero laicista indispensabile, che purtroppo ha avuto un ruolo secondario dopo la guerra civile in Libano prima e dopo l'11 settembre nell'ultimo decennio''.

''Napoli - ha proseguito De Magistris - è una città che nutre profondo rispetto e amore per tutti quei posti e quelle nazioni che nel Mediterraneo hanno sofferto e combattuto per restare nel mondo luogo plurale. Da Sarajevo a Gerusalemme passando per Beirut, vogliamo promuovere quegli sforzi di coesistenza che caratterizzano un modello di società plurale al quale ci ispiriamo; vogliamo parlare al mondo arabo soprattutto tramite le comunità migranti che vivono e fanno vivere questa città''.

Il sindaco ha sottolineato come le comunità migranti siano ''un elemento di ricchezza enorme che andrebbe valorizzato, reso valore sistemico con l'Università, con le istituzioni, con gli enti che lavorano per la diplomazia e la pace''. “Napoli è una porta d'ingresso per chi emigra e deve mantenere questa vocazione aumentando allo stesso tempo la qualità della vita dei migranti e aumentando le occasioni di conoscenza reciproca con i napoletani''.