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Mercoledì 12 ottobre la Commissione europea darà il suo via libera alla concessione alla Serbia dello status di Paese candidato all'adesione. Per quanto riguarda l'apertura dei negoziati, invece, l'ipotesi più accreditata è che Bruxelles compia una nuova verifica dei progressi raggiunti da Belgrado fra sei mesi. Nel caso in cui la valutazione sia positiva, potrebbe concedere il suo parere favorevole all'avvio dei colloqui entro l'estate del 2012.


È questo lo scenario più probabile secondo diverse fonti diplomatiche a Bruxelles, alla vigilia della pubblicazione dei rapporti annuali della Commissione europea sui paesi interessati all'allargamento dell'Ue. Bruxelles riconoscerà "che la Serbia ha fatto molti progressi nell'ultimo anno, a partire dall'arresto dei due ultimi super ricercati del Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia (Tpi), Ratko Mladic e Goran Hadzic" riferiscono le fonti. Nella sua valutazione annuale, Bruxelles deve infatti giudicare con equità tutti i progressi compiuti da Belgrado nel campo delle riforme per l'integrazione europea, sulla base dei criteri richiesti dall'Ue, non considerando quindi la risoluzione della questione del Kosovo come una precondizione.

La proposta della Commissione europea, che sarà al vaglio del collegio dei commissari mercoledì prossimo, nel caso in cui si confermi a favore della candidatura all'adesione della Serbia, dovrà poi essere esaminata dagli Stati membri, al prossimo Consiglio Ue di dicembre.

Il ministro francese per gli Affari europei, Jean Leonetti, in occasione della sua recente visita a Belgrado non ha nascosto una maggiore prudenza della Germania rispetto alla Francia. Berlino infatti, insieme a Londra, prima di concedere lo status di paese candidato alla Serbia, vorrebbe vedere passi in avanti nelle relazioni con il Kosovo.