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Il 1° dicembre il Parlamento europeo "darà il via libera al Trattato di adesione della Croazia all'Ue, in calendario il 1° luglio 2013". Ne è convinto il presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek: ''La Croazia ha fatto enormi passi in avanti negli ultimi anni e può servire da esempio agli altri Paesi dei Balcani, dove l'Ue vuole mettere in evidenza i valori della convivenza, della riconciliazione pacifica, insieme alla crescita economica e alla lotta alla corruzione''.


Dopo il sì del Parlamento europeo, in Croazia si terrà un referendum popolare sull'adesione, probabilmente a gennaio o a febbraio. Nel frattempo, il 4 dicembre, si terranno le elezioni politiche, ma a prescindere dal vincitore sarà la premier uscente Jadranka Kosor a firmare a nome del governo di Zagabria il Trattato di adesione, probabilmente nella prima metà di dicembre a Varsavia.

Il futuro ingresso della Croazia nell'Unione europea ''sarà il segnale che la porta dell'Ue rimane aperta verso i paesi dell'Europa Sudorientale che aspirano all'adesione, una volta realizzate le necessarie riforme''. Questo il messaggio di Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, in una nota diffusa a Bruxelles in occasione della sua recente visita in Croazia. Secondo Buzek è importante che Zagabria prosegua i suoi sforzi nel campo delle riforme, ''perchè meglio sarà preparata, più otterrà benefici dall'adesione''. ''L'Unione europea - aggiunge il presidente dell'Europarlamento – offre diversi vantaggi: un mercato di oltre 500 milioni di persone, un terreno di livello per le imprese, aiuti per le regioni meno sviluppate, investimenti stranieri, sostegno all'agricoltura, progetti di ricerca congiunti, integrazione delle rete energetiche e dei trasporti''. Ma soprattutto, la Croazia, una volta diventato il ventottesimo Stato membro dell'Ue, potrà rilanciare la sua economia.

''I fondi Ue - precisa Buzek - daranno al paese l'occasione di fare un grande salto in avanti dal punto di vista economico''. Zagabria giocherà inoltre un ruolo importante per i paesi dell'area dei Balcani occidentali. ''Ho fiducia - conclude il presidente del Parlamento Ue - nell'impegno della Croazia per l'integrazione nell'Ue e che rimarrà attivo promotore della riconciliazione della regione''.