Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

Nei primi sei mesi del 2011, il 73% dei disastri registrati nel Mediterraneo sono grandi incidenti nel settore trasporti, che hanno provocato 479 morti e coinvolto oltre 700 persone. È quanto emerge da uno studio del progetto Pprd South finanziato dall'Ue, sui disastri inseriti nel relativo database internazionale (EM-DAT). Lo riferisce il sito web Enpi-info.eu. La maggior parte di queste tragedie ha coinvolto migranti che cercavano di raggiungere le coste italiane dalla Libia e dalla Tunisia.  


Lo studio è stato condotto dal programma finanziato dall'Ue, il Pprd South Programme, che ha impiegato le statistiche sui disastri globali e regionali pubblicati dal centro di ricerca sui disastri dell'Università di Lovanio. Sulle quindici catastrofi registrate nel database internazionale nei primi sei mesi dell'anno nel Mediterraneo, undici sono legate ai mezzi di trasporto, due a terremoti (Spagna e Turchia), mentre altre due sono il collasso di un edificio in Egitto e l'esplosione di un sito industriale in Turchia. A livello globale, si parla di 108 disastri naturali, che hanno causato la morte di oltre 23mila persone, coinvolto quasi 44 milioni e provocato oltre 253 miliardi di danni. Per il Mediterraneo i disastri sono due terremoti, che hanno causato dieci vittime e colpito oltre 15mila persone.