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Giorni cruciali a Bruxelles per la prospettiva di allargamento dell'Ue, ora alle prese con la grave crisi dell'eurozona. Le diplomazie europee a Bruxelles sono al lavoro sui dossier dell'adesione di Serbia e Montenegro, mentre l'integrazione della Turchia rimane congelata. Belgrado è nella posizione più delicata, a causa dello stallo del dialogo con Pristina che complica il possibile via libera allo status di paese candidato, mentre Podgorica deve fare i conti con qualche preoccupazione sulla solidità dello Stato di diritto.


Ankara invece spera in qualche passo avanti con la nuova agenda 'positiva' proposta dalla Commissione Ue, su fronti come immigrazione e scambi commerciali. Un primo incontro informale a livello Ue sull'allargamento è stata una cena organizzata dalla presidenza di turno polacca al termine dell'ultimo Consiglio esteri, alla quale hanno partecipato i ministri europei, l'Alto rappresentante per la politica estera, Catherine Ashton e il commissario all'Allargamento, Stefan Fule.

''La Commissione europea - ha spiegato Peter Stano, portavoce di Fule - utilizza queste occasioni come opportunità per spiegare la posizione espressa nell'ultimo rapporto sull'allargamento, in cui si raccomanda l'apertura dei negoziati di adesione del Montenegro e lo status di candidato della Serbia, dando per sottointesa la ripresa del dialogo con il Kosovo''. C'è una discussione in corso fra gli Stati membri - ha detto Stano - e la decisione dovrebbe essere presa al prossimo Consiglio Ue''.

Secondo la tabella di marcia la partita sui Balcani si gioca adesso, nell'arco di due settimane. A fare il punto sarà il Consiglio esteri del primo dicembre, poi quello Affari generali del 5 dello stesso mese, che dovrà esaminare l'intero pacchetto allargamento e indicare la direzione. L'appuntamento decisivo sarà il vertice del 9 dicembre, quando la palla sarà nel campo dei capi di Stato e di governo dell'Ue. Finora il principale ostacolo per Belgrado sono stati i dubbi di Germania e Olanda, mentre per altri paesi Ue la concessione dello status di paese candidato alla Serbia avrebbe un grande valore politico. Per tutti però è importante proseguire il dialogo con Pristina, per avviarsi verso una possibile soluzione del dossier Kosovo.

Nessuno Stato membro infatti vuole rischiare che la questione finisca per diventare un problema all'interno dell'Ue, come avvenuto con Cipro. Per quanto riguarda il Montenegro, sono Francia e Germania i paesi più cauti nell'aprire i negoziati di adesione. Altri paesi europei invece puntano di più sulla necessità di aprire la porta di un percorso, per poi monitorare i problemi di corruzione e criminalit organizzata lungo il processo dei negoziati. La Turchia intanto aspetta di sapere se il vertice Ue accoglierà la proposta della Commissione europea di avviare un'agenda 'complementare' a quella dell'adesione, su temi come gli scambi commerciali e l'immigrazione.

Il tema più delicato rimane quello del dialogo sui visti per l'area di Schengen. Ankara chiede una tabella di marcia per la liberalizzazione, in cambio della quale offre la firma all'accordo di riammissione. Gli Stati membri dell'Ue sono pronti a discutere di facilitazione dei visti, ma vogliono mettere dei paletti ed essere più coinvolti nel processo di decisione.