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Quale governance economica per le transizioni arabe? Su questo tema esperti e rappresentanti di centri di ricerca specializzati metteranno a confronto analisi e proposte in materia di trasformazioni socioeconomiche nei Paesi mediterranei, nel forum Euromed indetto per il 15 e il 16 dicembre a Barcellona.


Organizzato dall'Istituto europeo per il Mediterraneo (IEMed), dall'Unione per il Mediterraneo, in collaborazione con la Banca Europea di investimenti, con la Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo e col Programma di Investimenti in Medio Oriente e nel Magreb della Ocse, il seminario punta a fornire una serie di raccomandazioni ed orientamenti sulle buone pratiche in materia di politica economica ai Paesi del Mediterraneo.

Il forum è strutturato in sei sessioni di lavoro: esperienza e lezioni di transizioni economiche preliminari; riforma istituzionale: verso lo sviluppo di istituzioni professionalizzate, nuovi sistemi giudiziari e amministrazione pubblica e ridefinizione del ruolo delle banche centrali; riforme di politiche macroeconomiche per garantire la libera concorrenza, dare impulso al mercato del lavoro, sostenere la buona governance, facilitare il finanziamento di Pmi e promuovere il settore privato; riforme sociopolitiche con la prospettiva di una crescita includente, della ridistribuzione della ricchezza, dell'istituzione di reti di benessere sociale e dello sviluppo di politiche di occupazione; il ruolo di Europa e delle istituzioni internazionali. Sarà discussa, in particolare, la necessità e la viabilità di un piano Marshall per il Mediterraneo, il ruolo delle istituzioni finanziarie internazionali e quello della Ue, in piena crisi del debito sovrano.

Il seminario fa parte del programma 'Promoting Mutual Awareness, Understanding and Cooperation between the Europea Union and the European Neighbourhood Region', cofinanziato dalla Ue attraverso lo strumento europeo di Partenariato e Vicinato.  Fra i partecipanti, il segretario generale della UpM, Youssef Amrani; il governatore della Banca centrale di Tunisi, Mustapha Nabli; l'ex ministro egiziano delle finanze, Samir Radwan; l'ex ministro spagnolo di economia, Miguel Boyer; il responsabile degli affari istituzionali e di politica generale della Bei, Ioannis Kaltsas; Gabriele Albertini, presidente della Commissione affari esteri del Parlamento Europeo; Manuela V. Ferro, direttrice del programma di riduzione della povertà nel Mediterraneo della Banca Mondiale; Ratna Sahay, direttrice aggiunta del Dipartimento Medio Oriente del Fmi e l'ex presidente della Catalogna, Jordi Pujol.