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Nonostante la crisi, il budget dell'Ue destinato a programmi e progetti di cooperazione con i Paesi vicini diventerà più ricco. Nel pacchetto proposto nei giorni scorsi, la Commissione europea prevede per questo portafogli nel periodo 2014-2020 una spesa pari a 18,2 miliardi di euro, con un aumento delle risorse di quasi il 50% rispetto al periodo precedente, 2007-2013. Rimane stabile invece l'ammontare dei cosiddetti 'fondi di preadesione', che andrà all'assistenza dei paesi candidati ad entrare nell'Ue: 14,110 miliardi.


''Anche in tempi di crisi - ha detto l'Alto rappresentante Ue per la Politica estera, Catherine Ashton - l'Europa deve guardare all'esterno. La nostra sicurezza dipende da cosa succede oltre i nostri confini''. Secondo Ashton, con strumenti come quelli della politica di vicinato ''l'Ue sarà anche in una posizione migliore per promuovere i suoi valori e interessi chiave, come diritti umani, democrazia e Stato di diritto, ma anche lotta contro la povertà, mantenimento della pace e risoluzione dei conflitti''. Filo rosso della nuova politica di vicinato sarà quindi il principio che si daranno più fondi in cambio di più progressi, in particolare nel campo delle riforme democratiche e nel rispetto dei diritti umani, ma anche  in ambiti come lo sviluppo economico sostenibile e l'integrazione nel mercato unico europeo.

''Attraverso i nuovi strumenti della politica di vicinato e pre-adesione - ha concluso il commissario Ue all'Allargamento, Stefan Fule - il sostegno ai nostri vicini sarà più veloce e flessibile, con una maggiore differenziazione e incentivi alle migliori performance''. Inclusi gli altri strumenti dell'azione ''esterna'' dell'Ue, in primis quello dell'aiuto allo sviluppo, il pacchetto complessivo proposto ammonta ad oltre 96 miliardi di euro e dovrà ora passare al vaglio di Parlamento europeo e Stati membri, per poi essere adottato l'anno prossimo.