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I ministri degli esteri di Francia, Italia e Austria hanno inviato una lettera alla responsabile della diplomazia europea, Catherine Ashton, chiedendo che al prossimo consiglio Ue si decida a favore della concessione alla Serbia dello status di paese candidato. Nella lettera i ministri Giulio Terzi, Alain Juppè e Michael Spindelegger affermano che la Serbia ha soddisfatto tutte le condizioni poste dal consiglio europeo del 9 dicembre scorso (quando a Belgrado fu negata la candidatura, ndr).


I tre ministri sottolineano che sono stati fatti progressi significativi nell'attuazione degli accordi raggiunti da Belgrado e Pristina, l'ultimo dei quali relativo al riconoscimento dei diplomi universitari. Inoltre Belgrado, sempre secondo i tre ministri degli esteri, ha presentato proposte costruttive sulla partecipazione del Kosovo ai forum regionali, e ha cooperato attivamente per consentire a Kfor e Eulex di espletare il loro mandato. Per queste ragioni, sostengono i ministri degli esteri come riferito dalla Tanjug, è necessario mantenere le promesse fatte in dicembre e riconoscere gli sforzi e l'accresciuto impegno della Serbia, concedendo al paese lo status di candidato all'adesione alla Ue.

''Ci aspettiamo - concludono i ministri - che tale decisione incoraggerà anche la Serbia a continuare verso la piena normalizzazione delle relazioni con il Kosovo''. Anche il ministro degli esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn, in un'intervista al quotidiano Vecernje Novosti, afferma di ritenere che alla Serbia vada dato lo status di paese candidato, nonostante la profonda crisi economica e finanziaria dell'Eurozona.