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“Le risorse energetiche non sono infinite, il petrolio non durerà in eterno e ogni anno diventa più costoso estrarlo quindi dobbiamo cominciare da ora a studiare l'uso delle rinnovabili e soprattutto puntare sull'efficienza energetica”. È quanto dice Kurt Wiesegart, team leader di Med-Enec, il progetto sull'efficienza energetica nel settore delle costruzioni nel Mediterraneo finanziato dall'Ue, co-organizzatore del Forum arabo sulle rinnovabili e l'efficienza energetica che si terrà al Cairo (23-24 aprile).


Il forum, organizzato dalla Lega araba con la missione Ue al Cairo e il progetto di integrazione del mercato dell'energia euromediterraneo (Med-Emip), punta a raccogliere tutti gli stakeholders a livello governativo e di istituzioni finanziarie, inclusa la Banca per lo sviluppo europea e quella araba, oltre agli imprenditori e investitori nei progetti sulle rinnovabili. Con l'efficienza energetica si potrebbe ridurre della metà la dispersione di energia negli edifici pubblici e privati che può arrivare fino al 50%. ''Su questo aspetto – sottolinea Wiesegard - è di particolare importanza la sensibilizzazione dei governi nazionali e dato che uno degli obiettivi è lo sviluppo delle industrie locali, una maggiore sensibilità per l'efficienza energetica porterebbe alla creazione di più posti di lavoro''.

Per l'Europa la questione delle rinnovabili e dell'efficienza energetica è importante perché è legata a tutte le iniziative per combattere il cambiamento climatico. Wiesegart cita l'esempio del Libano dove il governo ha adottato nel novembre scorso, primo paese arabo a farlo, il National energy efficiency action plan che prevede riduzione del consumo, l'obiettivo del 12% di rinnovabili entro il 2020 e l'adozione di una legge sulla conservazione energetica.

Anche la Giordania e la Palestina si stanno muovendo in questo senso, segnala il team leader del progetto, rilevando come Libano e Giordania dipendano al 95% dalle importazioni per il loro fabbisogno energetico. L'Egitto, invece, ha molto gas, ma spende anche molto per importare petrolio, sul quale lo stato spende circa dieci miliardi di dollari l'anno in sovvenzioni pubbliche. Per l'educazione ne spende sei, rileva Wiesegart. Tutto questo rende evidente come politiche di efficienza energetica e di uso delle rinnovabili in una zona ad alto potenziale per il solare e l'eolico, siano interessanti, anche se restano le incognite politiche legate alla primavera araba.