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Serve ''una politica di coesione per tutte le regioni d'Europa, sia per quelle più in ritardo ma anche per quelle più avanzate'': lo ha ribadito il consigliere della Regione Toscana, Marco Taradash, nel corso della riunione straordinaria della Commissione per lo Sviluppo regionale (Regi) del Parlamento europeo tenuta nei giorni scorsi a Bruxelles.


''Occorre infatti che in tempi di crisi economica, la solidarietà e il sostegno dell'Europa si manifestino e si concretizzino per tutti i cittadini, pur con le opportune modalità e strumenti adeguati alle specifiche situazioni – ha proseguito Taradash - E' un principio sul quale invito il Parlamento europeo a vigilare affinchè prevalga il senso della solidarietà su quello dei possibili rischi derivanti da una applicazione troppo rigorosa del principio di austerità''. Il consigliere ha quindi ricordato le ''questioni più critiche'' nell'ambito del negoziato, citando anzitutto condizionalità macroeconomica: ''vincolare la politica di coesione al rispetto dei parametri macroeconomici fissati dalla governance europea sull'economia'' è un ''controsenso dal punto di vista economico - ha detto - perchè le risorse per la crescita e lo sviluppo non possono essere limitate da politiche di stabilità monetaria e finanziaria''.

Taradash ha poi sottolineato l'importanza del Contratto di partenariato e dell'articolo cinque del regolamento generale per i fondi strutturali che, ha ricordato, ''difende il ruolo chiave delle regioni: Se dovessero prevalere alcuni orientamenti emersi in ambito del Consiglio per ridurre la portata di questo articolo, e di conseguenza la partecipazione delle regioni alla formazione del Contratto di partenariato, verrebbe meno un aspetto fondamentale della governance nella concezione e impostazione dell'insieme della politica di coesione''.

Infine, il sistema finanziario. Sarebbe un ''errore concettuale'', ha concluso Taradash, estendere il sistema di gestione finanziario, come quello attuale per la Politica agricola comune, ''alla gestione dei fondi strutturali''. Infatti, ha spiegato, ''le tipologie di interventi sono sostanzialmente diverse e non compatibili con le regole finanziarie su cui la Commissione sta lavorando''.