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Dalla storia di un bambino tunisino nel suo primo giorno di scuola, al difficile viaggio di un adolescente curdo alla ricerca di sua sorella. Tanti i film legati al Mediterraneo nella 43/a edizione del Festival di Giffoni, nel salernitano, al via il 19 luglio e che conferma il suo sguardo verso il mondo arabo anche attraverso un legame sempre più forte con il Qatar.

Qui infatti, grazie alla collaborazione e al know-how della rassegna campana, ci sarà a novembre l'Ajyal Film Festival for Young, promosso dal Doha Film Institute. Proprio dal Qatar arriva una storia di difficile vita nel deserto con "Rain" cortometraggio diretto da Rahab El Ewaly, regista egiziana. Il cortometraggio di animazione, il primo prodotto dal Doha Film Institute, narra la storia di Rain, la protagonista del film, che intraprende un viaggio nel deserto e finirà in un villaggio beduino.

Viene invece dalla Tunisia Bobby, cortometraggio del regista Mehdi M. Barsaoui, 28enne regista che ha studiato cinema a Tunisi e si è poi specializzato in Italia grazie a una borsa di studio al Dams di Bologna. Nel corto, Barsaoui racconta la storia di un bambino che per la prima volta va a scuola. Nel tragitto verso i banchi, però, incontra per strada un cagnolino e tra i due nascerà una bella amicizia.

È un regista spagnolo, Miguel Alcantud, a narrare invece una storia che riguarda tutta l'Africa. In "Black diamond", infatti, si seguono le vicende di due baby calciatori africani, Amadou e Massa, che a 16 anni lasciano il loro paese diretti in Europa per seguire un procacciatore di talenti e il sogno di diventare stelle del calcio che ha spesso aspetti oscuri.

Una storia dura è anche quella narrata in "Before Snowfall", del regista curdo Hisham Zaman. Il film, di produzione norvegese, parte dalla fuga di una ragazza curda dal proprio matrimonio: Siyar, suo fratello, viene incaricato di partire in un lungo viaggio in Europa per ritrovarla e salvare l'onore della famiglia. Il regista spagnolo Diego Quemada-Diaz ci poirta invece, per il suo primo lungometraggio, in uno slum del Guatemala da dove partono tre adolescenti per inseguire il sogno di arrivare negli Stati Uniti.

Arriva da Madrid, infine, la regista Patricia Ferreira che nella categoria di film riservati ai ragazzi di oltre 18 anni, presenta in concorso il suo "The wild ones" che cerca di esplorare il mondo di pensare di tre adolescenti, Alex, Gabi e Oki, nel difficile passaggio all'età adulta, fatto proprio di incomunicabilità con gli adulti stessi, a cominciare dai genitori. (ANSAmed).