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Le attività svolte dall'Italia a favore della conservazione e del restauro del patrimonio culturale serbo sono state al centro di una serata-evento presso la residenza dell'Ambasciatore d'Italia a Belgrado, Giuseppe Manzo. Il know-how italiano nel campo della conservazione e del restauro è noto in tutto il mondo, in particolare grazie alle attività altamente specializzate dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro di Roma (Iscr), uno dei più famosi Istituti italiani nel campo della formazione e della ricerca scientifica applicata alla conservazione.

Negli ultimi anni l'Italia ha potuto realizzare importanti progetti a favore del patrimonio culturale in Serbia grazie alla stretta collaborazione tra l'Iscr e l'Istituto centrale per la conservazione di Belgrado (Cik). In particolare è stato realizzato un primo progetto, finanziato dalla Cooperazione italiana del ministero degli esteri, per la creazione dei laboratori di restauro del Cik di Belgrado e per la formazione di un vasto numero di restauratori serbi da parte degli esperti dell'Iscr.

In questa occasione sono state restaurate diverse opere d'arte in Serbia, comprese alcune del pittore Petar Lubarda (1907-1974), che sono state esposte nel corso dell'evento all'Ambasciata d'Italia. Durante la serata è stato possibile inoltre ammirare i risultati del progetto di restauro dei famosi dipinti murali barocchi del pittore Hristofor Zefarovic nel monastero di Bodjiani, e dei dipinti medievali nel monastero francescano di Bac, in Voivodina.

Il progetto è stato realizzato dall'Iscr, grazie a un finanziamento del ministero per i beni e le attività culturali e del turismo. Alla serata nella residenza dell'Ambasciatore Manzo, aperta da un concerto del violoncellista Nemanja Stankovic, erano presenti gli studenti serbi che hanno seguito il corso di restauro dell'Iscr, il direttore dell'Istituto italiano Donatella Cavezzali e quello del Cik, Mila Popovic Zivancevic. (ANSAmed).