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'Aumentare le potenzialità del sistema economico e favorire la costruzione delle strutture commerciali-organizzative del futuro stato palestinese'': questi sono gli obbiettivi della nuova Camera Arbitrale Internazionale Palestinese (PIAC) inaugurata a Ramallah, sotto l'egida del ministero degli esteri italiano rappresentato per l'occasione dal vice ministro Lapo Pistelli.

Le camere arbitrali - è stato spiegato - sono istituzioni di diritto privato che si occupano di risolvere controversie economiche e legali tra due o più parti, con lo scopo di facilitare le vertenze tra imprese all'interno di uno stato, ma le cui delibere possono avere valore transnazionale. Il progetto per la creazione di questo corpo giuridico privato ha coinvolto le associazioni di categoria dei professionisti palestinesi, ingegneri e avvocati in testa, il ministero dello sviluppo economico dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), e da parte italiana è stato patrocinato dal ministero degli esteri e dalla regione Umbria.

''Quando si parla di Palestina, soprattutto dall'esterno, si tende a focalizzare l'attenzione - ha detto Pistelli all'inaugurazione del nuovo organismo - sulle dinamiche dei rapporti tra israeliani e palestinesi e non si da abbastanza importanza alla 'institutional building' di questo embrione di stato che è la Palestina''. Pistelli ha aggiunto che ''questo è un tassello di una strategia che parte dal principio che la pace si mantiene attraverso i negoziati, ma si alimenta attraverso una buona situazione economica fatta di competizione e collaborazione tra le categorie''.

Per Moreno Caporalini, che per la regione Umbria ha guidato il progetto, ''la camera arbitrale introduce la certezza, per chi fosse interessato ad investire in quest'area, che ci sia un soggetto capace di intervenire nel momento i cui si dovessero aprire delle controversie, e offre una sicurezza in più in luogo, che per l'assenza dello stato palestinese, fatica a garantire agli operatori economici interni ed esterni una tutela legale terza''. (ANSAmed).