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Il governo croato ha approvato oggi un nuovo piano d'azione per lo sviluppo dell'energia rinnovabile che sposta la priorità degli incentivi, rispetto al piano precedente in vigore fino alla fine di quest'anno, dalle centrali eoliche verso l'energia elettrica prodotta dalla biomassa, biogas e da piccole centrali idroelettriche.

La politica energetica della Croazia mira con questo documento ad adeguarsi alle direttive dell'Unione europea, di cui Zagabria fa parte da luglio, e a raggiungere entro il 2020 la quota del 20 per cento di energia rinnovabile nei consumi complessivi nazionali.

I dati del 2012 indicano che il fabbisogno energetico del Paese era coperto con il 15,1 per cento da fonti rinnovabili, quota che entro la fine di quest'anno dovrebbe raggiungere il 15,8 per cento. Il cambio delle priorità è motivato, come ha spiegato il ministro dell'economia Ivan Vrdoljak, dal fatto che la concentrazione sulla costruzione di parchi eolici non ha un anche l'effetto stimolante sull'economia croata, ma su quelle estere che producono le componenti per le centrali a vento.

Gli incentivi saranno ora ridiretti verso la biomassa, biogas e le risorse idroelettriche, fatto del quale beneficeranno anche le imprese locali. Il governo ha però anche ridotto gli incentivi statali previsti per questo settore fino al 2020, dai precedenti 2,8 miliardi di euro a 1,8 miliardi. (ANSAmed).