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Problemi, criticità e prospettive delle oltre diecimila aree marine protette (AMP) presenti nel mondo su una superficie di 8,3 milioni di chilometri, pari al 2,3% degli oceani del pianeta, sono al centro del terzo congresso mondiale che dal 21 al 27 ottobre si tiene per la prima volta nel Mediterraneo, a Marsiglia e in Corsica.

Un contributo alla salute dei mari, da cui dipende anche la sopravvivenza diretta di un miliardo di persone, può essere dato da una rete di aree protette più estesa e ben gestita e per questo la convenzione Onu sulla Biodiversità ha stabilito un obiettivo di tutela del 10% dei mari mondiali entro il 2020. Per questo a Marsiglia si parlerà anche del fatto che il mare protetto si concentra soprattutto lungo le coste lasciando fuori le zone di alto mare cruciali per il recupero di stock ittici, mentre alcune ecoregioni del pianeta ad alta concentrazione di biodiversità marina, tra cui l'Oceano del Sud, sono ancora sprovviste di tutela.

Per il Mediterraneo, in particolare, si tratta di una importante occasione, dato che il suo mare racchiude il 20% della biodiversità marina mondiale. Nel 'Mare Nostrum' sono attualmente attive 170 aree protette e altre 50 sono in fase progettuale: il 4,56% della sua superficie è legalmente protetto, ma se si esclude il vasto Santuario dei Cetacei - Pelagos nell'alto Tirreno (situato tra Costa Azzurra, Liguria, Corsica e Toscana), questa percentuale scende appena all'1,08%.

Il congresso di Marsiglia, al quale parteciperanno oltre 1000 delegati e che avrà un'importante appendice politica a livello ministeriale ad Ajaccio, in Corsica, il 26 e 27 ottobre, è organizzato dall'Agenzia delle Aree Marine Protette Francesi (Mpaa) insieme all'Unione per la Conservazione della Natura (Iucn) ed ha tra i suoi promotori il WWF Italia (che gestisce tra le altre la Riserva marina di Miramare in Friuli, una tra le prime istituite in Italia).

 "L'evento di Marsiglia - spiega Giuseppe di Carlo, responsabile dell'Unità Aree Marine Protette del WWF Mediterraneo - rappresenta un'occasione unica per scambiare esperienze e conoscenze sulle varie forme di gestione delle AMP, sviluppare forme di cooperazione e capacity building' tra le diverse aree, promuovere relazioni tra i gestori al livello regionale e globale, integrare le AMP con la Blue Economy e rafforzare l'interesse del pubblico alle AMP. Il Programma Mediterraneo del WWF gestisce oltre 15 progetti in tutto il bacino coinvolgendo tutti i portatori di interesse, dai pescatori ai decisori politici".

Le aree marine protette nel Mediterraneo si concentrano soprattutto nelle zone costiere, lasciando fuori le zone di alto male cruciali per il recupero di stock ittici. Inoltre, sottolinea il WWF, appena il 50% possiede un piano di gestione e solo il 25% è in grado di dedicare personale di sorveglianza.

"Siamo consapevoli - aggiunge di Carlo - che alcune sfide di tutela di questo Meeting si giocheranno proprio nel Mediterraneo, tra cui l'estensione delle Aree Marine protette anche nella parte meridionale del bacino, per arrivare a includere finalmente paesi, come la Libia, l'Algeria il Libano o la Tunisia, dove queste sono insufficienti o non ancora operative. In questi paesi stiamo già affiancando i governi e le comunità locali per sostenere la nascita di nuove AMP e ci auguriamo - conclude Di Carlo - che l'evento di Marsiglia ne possa tenere a 'battesimo' qualcuna". (ANSAmed).