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La questione della delimitazione dei confini marittimi fra l'Albania e la Grecia continua a pesare sulle relazioni bilaterali, oltre ad altri problemi del passato. "Noi siamo disposti ad una comune soluzione in rispetto alle normative internazionali e alla legislazione interna dei rispettivi Paesi", ha dichiarato il presidente albanese della Repubblica Bujar Nishani al termine dei colloqui con il suo omologo greco Karolos Papoulias, in visita a Tirana "per rilanciare i rapporti fra i due Paesi".

Un accordo firmato nel 2009 fra Tirana ed Atene venne respinto un anno dopo dalla Corte costituzionale albanese, poiché ritenuto in violazione ai trattati internazionale e alla costituzione del paese. Atene sostiene che servirebbe solo rivedere alcuni aspetti del vecchio accordo, che le autorità albanesi considerano però non avere più nessun valore.

Papoulias ha offerto anche una soluzione in chiave europea, visto che "le politiche integrate marittime saranno le priorità della presidenza greca e italiana dell'Unione europea", il prossimo anno. Papoulias ha promesso intanto "il sostegno di Atene ad un avanzamento energico del percorso di integrazione europea di Tirana".

Fra i due paesi pendono pero anche problemi storici. Nishani ha chiesto che "il parlamento greco abolisca la Legge di Guerra, ancora in vigore e che tiene sotto sequestro conservativo i patrimoni degli albanesi". Un riferimento alla popolazione cam, cacciata dalla Grecia occidentale al termine della seconda guerra mondiale, con l'accusa di aver collaborato con i fascisti e i nazisti. Alcune centinaia di cam hanno protestato ieri a Tirana chiedendo la soluzione dei loro problemi. (ANSAmed).