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Le istituzioni finanziarie europee ed internazionali hanno deciso di intensificare la loro cooperazione per investimenti in infrastrutture chiave nei Paesi dei Balcani occidentali. A fare da apripista la Commissione europea, che ha annunciato di voler impiegare a questo scopo fino a un miliardo dei cosiddetti "fondi di pre-adesione" destinati a Paesi candidati o potenziali candidati, per il periodo 2014-2020.

Combinati insieme ai soldi di altre istituzioni finanziarie, i fondi Ue puntano ad attirare capitali privati per investimenti di almeno 10 miliardi di euro nella regione, mirando su interventi prioritari come quelli nel campo delle infrastrutture e dello sviluppo economico. I Paesi dei Balcani occidentali saranno in grado di accedere a questo meccanismo di finanziamento, così come al sostegno di bilancio e alla formazione, migliorando i propri sistemi di governance economica e facendo l'uso migliore dei budget nazionali.

La Commissione Ue lavorerà in collaborazione con il Fondo monetario internazionale a questo scopo. Banca europea d'investimento (EIB), Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (EBRD), Banca mondiale, KfW Bankengruppe e Banca per lo sviluppo del Consiglio d'Europa (CEB) inoltre hanno concordato con l'esecutivo Ue di impiegare il lo strumento finanziario del Western Balkans Investment Framework, per assicurare che le risorse di Ue e Stati membri vengano utilizzate per investimenti prioritari, attraverso un unico coordinamento.

"I Paesi dei Balcani occidentali necessitano di una crescita economica più forte per creare nuovi posti di lavoro e recuperare terreno rispetto all'Unione europea" ha commentato il commissario europeo all'allargamento, Stefan Fule. (ANSA)