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Blocchi di partenza per la seconda fase del progetto "Giovani donne come artefici di occupazione", targato Unione per il Mediterraneo. Tre le new entry del progetto, che includerà così sette Paesi: Egitto, Tunisia e Albania, oltre a Marocco, Territori palestinesi, Giordania e Spagna già coinvolti nella prima fase. A preparare il lancio è un documento di intesa fra l'Upm e l'associazione delle organizzazioni delle imprenditrici del Mediterraneo (AFAEMME).

L'accordo, riferisce il sito web di Enpi (www.enpi-info.eu), è stato firmato dopo l'attuazione della prima fase fra maggio e novembre 2013, con l'organizzazione di diciotto giornate delle donne imprenditrici, una serie di seminari di formazione sulla creazione di nuove attività economiche, in cooperazione con 32 università, istituti, scuole e organizzazioni di imprenditrici nazionali.

Una particolare attenzione è stata data al ruolo delle donne come imprenditrici e creatrici di posti di lavoro, nello sviluppo delle economie nazionali. Le giornate dei seminari hanno riunito circa 800 studenti universitari, con consulenze gratuite su come creare una nuova attività e motivando i partecipanti a perseguire un futuro da imprenditori.

Un focus specifico è stato dedicato agli aspetti basilari, dal punto di vista pratico e legale, della creazione di una nuova impresa, analizzando le idee imprenditoriali proposte. Una terza fase del progetto è prevista nel 2015 e includerà altri Paesi oltre ai sette del 2014: Algeria, Croazia, Libano e Turchia. Una volta che il progetto sarà completato nel 2015, saranno 11 in tutto i Paesi coinvolti. (ANSAmed).