Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

"Pensare 'adrionico'" e cogliere con la macroregione adriatico-ionica "le migliori potenzialità di quest'area" nel suo insieme. È l'invito lanciato alla fine della Conferenza europea ad Atene che ha fatto il punto, gli otto Paesi coinvolti, del percorso che dovrebbe portare entro il 2014 al varo definitivo della strategia per la macro-regione. A formularlo Charlina Vitcheva, direttore generale per le politiche regionali, che ha tirato le fila dei lavori aperti ieri dal premier greco Samaras e dai ministri o viceministri degli esteri di Grecia, Italia, Croazia, Slovenia, Serbia, Montenegro, Albania e Bosnia Herzegovina, oltre che dai commissari europei Johannes Hahn e Maria Damanaki.

Ad Atene, ha detto Charlina Vitcheva, si è sigillato l'impegno di tutti i governi coinvolti in questa strategia, ma a farlo devono essere anche tutti gli 'stakeholder' interessati, dalle istituzioni regionali e locali all'imprenditoria e alla società civile. E la condizione per il successo è un approccio cooperativo, che vada oltre i confini nazionali, e pragmatico nel definire obiettivi concreti per le risorse a disposizione (nessun fondo aggiuntivo dall'Europa è infatti previsto). Ora si guarda all'Action Plan da presentare al Consiglio affari generali del 24 giugno, alla fine della presidenza greca dell'Ue, ed all'adozione sotto quella italiana in autunno.

Nella seconda giornata (venerdì 7, ndr) la Conferenza si è incentrata sui quattro pilastri della strategia adriatico-ionica: innovazione e crescita nell'ambito marittimo e della pesca; infrastrutture comuni in particolare nel campo dei trasporti e dell'energia, ambiente e turismo. Ma si è parlato anche di 'capacity building', comunicazione, ricerca e piccole e medie imprese. Un tema quest'ultimo che interessa in particolar modo l'Italia, ha detto il commissario per le politiche regionali Hahn parlando con ANSAmed. ''In Europa - ha osservato - un posto di lavoro su cinque dipende dall'export, e se aumenta la qualità della cooperazione aumentano le opportunità di scambio e di maggiore occupazione". E il mercato più importante per le Pmi italiane è quello più vicino, ha aggiunto, qual è l'area adriatico-ionica. ''Se lavoriamo ancora in questa direzione - ha concluso - potremo salvare posti di lavoro e crearne di nuovi".

Ma vi è anche un'altra implicazione nella strategia per la macroregione, che è quella di favorire l'integrazione in Europa dei Paesi che ancora non ne fanno parte: Serbia e Montenegro, già entrati nel processo; Albania, che punta alla candidatura proprio entro il 2014; e Bosnia Herzegovina. La Macroregione infatti - ha detto la viceministro degli esteri Marta Dassù - contribuirà anche alla stabilità dell'area balcanica nella prospettiva di un progressivo ingresso di tutti i suoi Paesi nell'Unione, e dunque di un generale adeguamento delle norme agli standard europei.

È dunque anche significativo che proprio nel 2014, anno della staffetta mediterranea tra Grecia e Italia alla guida dell'Unione, la presidenza dell'Iniziativa Adriatico-Ionica (Iai) passi dall'Albania alla Bosnia. A rilevarlo è l'ambasciatore Fabio Pigliapoco, segretario generale della Lai, secondo il quale questa coincidenza dimostra come vi sia la ferma volontà di accompagnare anche questi due Paesi all'interno della Ue, perchè ''sarebbe innaturale un processo incompiuto". La conferenza infine, ha concluso Pigliapoco, è stata anche l'occasione del Consiglio dei ministri degli esteri della Iai per formalizzare, con la Dichiarazione di Atene, "il suo ancoraggio con la macroregione europea", sulla strada indicata dalla Dichiarazione di Ancona del 2010. (ANSAmed – Luciana Borsatti).