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Nel 2005 un giovane fabbro tunisino, Hisham Bejaoui, che aveva vissuto 29 anni con i disagi della sua epilessia, grazie alla cooperazione tra gli specialisti dell'ospedale Charles Nicolle di Monastir e quello omonimo di Rouen, nata nell'ambito del programma EumedConnect2, fu sottoposto a un delicato intervento, che lo liberò dalla malattia. È uno degli esempi di azioni interconnesse che si svolgono tra sponda nord e sud del Mediterraneo, e delle quali si occupa da oggi al 2020 il nuovo programma quadro dell'Unione Europea Horizon 2020, presentato ieri al Cairo ad alcune centinaia di ricercatori - numerosi dei quali italiani - ed operatori industriali.

Finanziato con circa 80 milioni di euro per sviluppare ricerca, innovazione industriale e risposte alle sfide sociali di oggi (salute, medicina, sicurezza agroalimentare, ambiente e energia pulita), il programma costituisce - ha affermato il ministro egiziano della Ricerca scientifica, Ramzy George - "una grande opportunità di collaborazione, di apertura e di ripresa economica per i paesi della riva sud del Mediterraneo". Gli intervenuti alla conferenza per lanciare Horizon 2020 - tra i quali l'ambasciatore Ue al Cairo, James Moran, e il capo dell'unità Vicinato Europeo, Africa e Paesi del Golfo, Elisabeth Lipiatou - hanno tra l'altro sottolineato i rapporti sviluppatisi tra Ue ed Egitto in base all'Accordo di Associazione entrato in vigore nel 2004 per favorire la liberalizzazione degli scambi commerciali e l'accesso del paese delle Piramidi ai mercati europei.

Ora il nuovo programma intensifica e sviluppa quelle possibilità, specificamente nell'ambito della ricerca, dello sviluppo industriale e delle azioni a favore di migliori condizioni di vita in paesi, come l'Egitto, che stanno attraversando una difficile transizione politica. Tra le possibili prospettive, quelle di sviluppare la produzione di alimenti sicuri e prodotti di origine biologica, nell'ambito di quella che viene definita "bioeconomia sostenibile", oppure aumentare la produzione di energie rinnovabili, che entro il 2020 si stima debbano coprire fino al 20 per cento dei consumi globali.

L'ufficio scientifico dell'ambasciata italiana al Cairo, diretto dal dottor Franco Porcelli, che ha contribuito all'organizzazione della conferenza, ha coordinato una sessione dal titolo "Stato attuale e prospettive future per la cooperazione euro-mediterranea in ricerca e innovazione".(ANSAmed).