Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

Dopo 51 anni di attività, l'Istituto Italiano di Cultura di Salonicco sta per chiudere i battenti in seguito ai tagli di bilancio decisi dal governo italiano. Ultima istituzione in ordine di tempo di una prestigiosa tradizione di scuole italiane attive nella città portuale ellenica già alla fine del 19.mo secolo e una fra le più importanti nel contribuire a creare ponti culturali fra Grecia e Italia, l'Istituto italiano - come rileva la stampa ateniese - "è stato sacrificato sull'altare della crisi economica che affligge anche il Paese vicino".

Commentando la chiusura, il sindaco di Salonicco, Yiannis Boutaris, l'ha definita "una grave perdita" per la città. Fondato nel 1963, per mezzo secolo l'Istituto è stato come una seconda casa per i componenti della folta comunità italiana di Salonicco e per migliaia di studenti ha rappresentato una sorta di passaporto privilegiato per andare a continuare gli studi in Italia.

Di recente, poco prima della decisione del governo di chiuderlo, l'Istituto ha ospitato una cerimonia nel corso della quale 157 diplomi di maturità di altrettanti studenti ebrei, nati tra il 1912 e il 1928, conseguiti presso la Scuola Italiana di Salonicco e fortunosamente ritrovati negli scantinati della scuola, sono stati consegnati ai titolari sopravvissuti alla Shoah oppure ai loro familiari. (ANSAmed).