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Il Kosovo celebra oggi il sesto anniversario della proclamazione d'indipendenza dalla Serbia, un anniversario che verrà ricordato con una seduta solenne del Parlamento prevista a metà giornata a Pristina. Sono 106 (sul totale di 193 rappresentati all'Onu) i Paesi che finora hanno riconosciuto il Kosovo indipendente, fra i quali gli Usa e 23 dei 28 Stati membri della Ue, Italia compresa.

Fra i Paesi comunitari non riconoscono l'indipendenza Spagna, Grecia, Romania, Slovacchia e Cipro. Contraria all'indipendenza di Pristina resta la Serbia, appoggiata in particolare da Russia e Cina, membri permanenti del consiglio di sicurezza dell'Onu. Belgrado tuttavia, con la mediazione della Ue, ha intrapreso un dialogo con Pristina culminato il 19 aprile 2013 in uno storico accordo sulla normalizzazione dei rapporti reciproci. Un evento questo che ha aperto la strada all'avvio del negoziato di adesione della Serbia all'Unione europea, il 21 gennaio scorso.

Bruxelles ha premiato anche il Kosovo, ponendo le basi per la definizione di un Accordo di stabilizzazione e associazione (Asa) con Pristina, primo passo di avvicinamento reale alla Ue. Stamane il presidente del Kosovo, signora Atifete Jahjaga, e il premier, Hashim Thaci, hanno deposto corone di fiori sulle tombe di Ibrahim Rugova, primo presidente del Kosovo, e di Adem Jasari, primo comandante delle forze di liberazione kosovare. In giornata sono in programma festeggiamenti popolari con concerti, raduni e fuochi d'artificio in serata.

Messaggi di auguri sono giunti da vari leader e personalità internazionali, compresi il presidente Usa Barack Obama, la regina Elisabetta seconda d'Inghilterra, il presidente italiano Giorgio Napolitano. L'indipendenza fu proclamata una decina di anni dopo la fine del conflitto armato del 1998-1999 fra gli indipendentisti albanesi dell'Esercito di liberazione del Kosovo (Uck) e le forze regolari serbe, costato la vita a circa 13 mila persone.

Per indurre l'uomo forte del regime jugoslavo Slobodan Milosevic a porre fine alla politica di repressione e pulizia etnica contro la popolazione albanese, e a ritirare le truppe dal Kosovo, la Nato decise nella primavera 1999 una campagna di bombardamenti aerei contro la Serbia. In Kosovo, posto sotto protezione internazionale, nel giugno 1999 entrarono 50 mila soldati della Nato (Kfor), ridottisi attualmente a circa 6 mila. Nel Paese sono presenti anche missioni dell'Onu (Unmik) e della Ue (Eulex). I primi Paesi che riconobbero l'indipendenza proclamata da Pristina il 17 febbraio 2008 furono Afghanistan, Usa, Francia, Albania, Turchia e Gran Bretagna.(ANSAmed).