Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

Oltre 30 specialisti di educazione e formazione culturale selezionati in 24 paesi dell'area euro-mediterranea sono riuniti per due giorni ad Alessandria d'Egitto per contribuire alla messa a punto di un "manuale" che punta ad orientare gli educatori impegnati a formare una "cittadinanza interculturale": ossia un miglior modo di intendersi fra cittadini dei paesi europei e della sponda sud-est del Mediterraneo e agire in società multiculturali.

 

Questa terza "Alexandria Education Convention" è organizzata dalla Anna Lindh Foundation (Alf), l'istituzione intergovernativa di 42 paesi che riunisce esponenti della societa' civile del Mediterraneo col fine di creare fiducia e comprensione reciproche. In una sua recente riunione a Bruxelles, ha riferito il direttore esecutivo dell'Alf, Andreu Claret, il "board" della Fondazione ha "recepito l'idea" che l'educazione alla "cittadinanza interculturale" nella regione Euro-Mediterranea, l'oggetto del manuale, "deve essere al centro del nostro programma nei prossimi quattro anni". Alla convention partecipano, ha notato Claret, "educatori nel senso più vasto del termine" provenienti dal settore "formale" (scuole ed universita'), ma anche "non formale" (vari tipi di associazioni ed istituzioni) che affrontano la "sfida" di trasformare la bozza in elaborazione dall'ottobre 2011 in un "manuale": un testo, quindi, "non per le elite" ma per "gente che lavora con la societa'".

La pubblicazione, ha precisato il direttore esecutivo della Fondazione basata ad Alessandria d'Egitto, è atteso per "ottobre-novembre". Il testo sarà pubblicato in tre lingue (inglese, francese e arabo), ha annunciato Eleonora Insalaco, manager presso l'Alf ma Claret ha esortato a "pensare" a come stabilire accordi con altre istituzioni per finanziare traduzioni in almeno dieci altri idiomi tra cui il turco. I contenuti del manuale, la cui bozza è stata realizzata da otto co-autori, saranno tenuti aggiornati attraverso un portale online.

La "convention" rivede la bozza al fine di rendere i contenuti accettabili per il maggior numero di persone possibile e per avere così un impatto a livello locale. Il manuale "è una risorsa per educatori" sotto ogni forma per consentire loro di "promuovere la partecipazione attiva, specialmente di giovani, in un contesto multiculturale", ha sintetizzato Insalaco.

Insomma uno "strumento per vivere e agire insieme", fra l'altro nel "rispetto della diversita'" e nella "comprensione" reciproca. Illustrando uno dei tre "capitoli tematici" ("abbracciare la diversità”) di cui è stato co-autore, Miquel Essomba dell'Universitaà autonoma di Barcellona ha sottolineato i temi che vi vengono affrontati: "questioni di genere" (come quella femminile), "migrazioni" ("tema chiave per capire la diversità"), "diritti umani" ("la diversità è precondizione e conseguenza di un'efficace politica" per il loro rispetto), e infine "cultura, lingua e religione". Gli altri due capitoli, anch'essi al centro della prima giornata di lavori, riguardano "l'interagire con gli altri" e la "cittadinanza pro-attiva".

Per quest'ultimo concetto, è stato sintetizzato, fra l'altro si tratta di "come motivare le persone ad essere attive politicamente", in senso lato, sotto tutte le forme possibili di partecipazione alla vita della società, non soltanto - e non tanto - aderendo a partiti. La riunione si svolge presso gli storici locali in stile anni Venti dell'Istituto svedese di Alessandria che, assieme alla "Bibliotheca Alexandrina", ospita anche la sede dell'Alf. L'Istituto, fu inaugurato nel 2000 da Anna Lindh, l'allora ministro degli Esteri svedese cui è dedicata la Fondazione per ricordare il suo impegno stroncato per sempre da uno squilibrato nel 2003. (ANSAmed).