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Due volti, quelli di Francesco Ferdinando d'Austria e del suo assassino Gavrilo Princip, campeggiano da ieri sulle due facciate del Museo di Sarajevo che formano l'angolo dal quale il giovane serbo, quasi cent'anni fa sparò, il 28 giugno 1914, all'arciduca e a sua moglie Sofia, dando inizio alla Prima guerra mondiale. I due banner rientrano nei preparativi della serie di manifestazioni in programma dal 21 al 28 giugno, con le quali Sarajevo, luogo d'incontro di culture e civiltà, vuole ancora una volta lanciare un messaggio di pace e di dialogo.

La serie di eventi "Sarajevo cuore d'Europa" è organizzata dall'Amministrazione cittadina, dall'Ambasciata francese in Bosnia e dalla Fondazione appositamente costituita. La rassegna comprenderà numerosi concerti, una grande corsa ciclistica sotto l'egida di Tour de France, mostre, conferenze e tavole rotonde, incontri di giovani attivisti di pace provenienti da tutte le parti del mondo, la proiezione di una serie di cortometraggi realizzati da 16 registi europei dal titolo d'insieme 'Ponti di Sarajevo', e si concluderà con un concerto della Filarmonica di Vienna.

Intanto, una sorta di contromanifestazione verrà organizzata dai serbi, con a capo il regista Emir Kusturica, a Visegrad, in Bosnia orientale, e un monumento a Gavrilo Princip, identico a un altro che secondo i media verrà eretto a Belgrado, sarà inaugurato nella 'Sarajevo orientale', il quartiere della capitale bosniaca che fa parte della Repubblica Srpska (Rs, entità a maggioranza serba di Bosnia). Nella Bosnia di oggi la posizioni su Princip e sulle cause della Grande guerra differiscono e rispecchiano le divisioni etniche del Paese: per i musulmani e croati bosniaci Princip era un terrorista, per i serbi era invece un combattente per la libertà.

Nebojsa Radmanovic, l'esponente serbo della Presidenza tripartita bosniaca, pochi giorni fa ha comunicato al presidente austriaco Heinz Fischer, atteso a Sarajevo per l'occasione, che né lui né altri funzionari serbi presenzieranno al concerto della Filarmonica di Vienna che si terrà nel ricostruito Municipio austro-ungarico (che fino alla guerra 1992-95 per cinquant'anni ha ospitato la Biblioteca nazionale). Secondo Radmanovic l'Amministrazione cittadina avrebbe collocato la manifestazione nel contesto delle guerre degli anni '90, lasciando spazio a nuovi conflitti politici. (ANSA)