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Il conflitto in Siria ha una vittima dimenticata: l'inestimabile patrimonio archeologico e storico-artistico del Paese, che oltre tre anni di guerra civile stanno distruggendo, un pezzo alla volta. La mostra 'Siria, splendore e dramma' presentata oggi a Roma, a Palazzo Venezia, punta i fari su questa tragedia, che si sta consumando accanto a quella umana.

"La campagna per la protezione del patrimonio siriano è una campagna controcorrente", ha dichiarato il senatore ed ex ministro della Cultura, Francesco Rutelli, che della mostra è stato uno dei fautori, con la sua associazione 'Priorità Cultura'. "Siamo tutti preoccupati per la popolazione siriana. Quando muoiono le persone, i beni archeologici e culturali passano in secondo piano. Ma non è una valida ragione per ignorare il disastro della distruzione di uno dei patrimoni più importanti al mondo. Quel Paese è stato culla della civiltà: da lì sono arrivati imperatori, papi, Apollodoro di Damasco. Quanto sta accadendo è irreparabile".

"Dopo la seconda guerra mondiale - ha aggiunto Paolo Matthie, che dirige la missione archeologica italiana in Siria -, pensavamo che non sarebbe più avvenuto qualcosa di simile a quanto successo a Dresda e a Montecassino" (dove i bombardamenti rasero al suolo l'antica abbazia, ndr). "L'Unesco sta facendo la propria parte, coinvolgendo i Paesi che confinano con la Siria. Per esempio, è stata diffusa una 'red list' delle opere che potevano essere trafugate. Dal Libano sono già stati restituiti due camion di beni rubati e uno dalla Turchia".

Ma non basta. "Ai tempi del conflitto in Iraq - ha ricordato Rutelli - ci fu addirittura una risoluzione del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per la protezione del patrimonio iracheno. In quel caso, l'Italia inviò 200 carabinieri. Nei confronti della Siria registriamo invece un diffuso immobilismo".

A livello europeo, in particolare, sia Rutelli che Matthie concordano: la colpa è delle diverse posizioni dei vari Stati nei confronti della crisi siriana, con contrasti conseguenti che bloccano tanti slanci. Anche per questo la campagna di pressione internazionale, di cui la mostra di Palazzo Venezia rappresenta un tassello, è "politicamente neutrale". "I nostri sforzi - ha sottolineato Rutelli - puntano a smilitarizzare i siti storico-archeologici, trasformandoli in scrigni sottratti ai combattimenti". La missione può apparire impossibile, ammette Matthie: "Ma stare solo alla realpolitik sarebbe abominevole". (ANSAmed)