Partenariato strategico Albania-Italia-Commissione europea
24 maggio 2010
{mosimage}Del sostegno italiano all’integrazione dell’Albania nell’Ue si è parlato a Tirana, nel corso del convegno promosso dall’Ambasciata d’Italia nell’ambito della stagione di eventi "Italia e Albania 2010: Due Popoli, un Mare, un’Amicizia".
Un "partenariato strategico" tra l’Albania, l’Italia e la Commissione europea per sostenere il processo di integrazione di Tirana nell’Ue: è la proposta dell’Italia al centro del convegno dal titolo: "Il sostegno italiano all’integrazione dell’Albania nell’Ue: un partenariato strategico tra l’Albania, l’Italia e la Commissione Europea". L’incontro, promosso nell’ambito della stagione di eventi "Italia e Albania 2010: Due Popoli, un Mare, un’ Amicizia", è stato organizzato dall’Ambasciata d’Italia, in collaborazione con il Progetto Opportunità delle Regioni in Europa (PORE), struttura del Dipartimento Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri italiana, con il Ministero dello Sviluppo Economico italiano, con l’Istituto per il Commercio Estero (ICE) e con il Ministero albanese dell’Integrazione Europea.
L’Italia è il primo partner economico per l’Albania in termini di interscambio commerciale e di investimenti diretti e intende sostenere l’adesione dell’Albania nell’UE attraverso mirate azioni di assistenza tecnica, finalizzate alla definizione da parte del Governo di Tirana di conseguenti, adeguate strategie nazionali per l’adozione dell’acquis communitaire nei settori dell’agro-industria, delle infrastrutture-trasporti e dell’energia-ambiente.
L’obiettivo del convegno è stato quindi di favorire con gli attori presenti, e in particolare con le Regioni italiane, il lancio di una strategia comune per una nuova collaborazione strutturata in cui le risorse dello strumento di pre-adesione IPA (Instrument for Pre-accession Assistance) messe a disposizione dall’Unione europea possano integrarsi in modo costruttivo ed efficace con altrettante iniziative promosse da attori istituzionali e non del nostro “Sistema Paese”.
“Adriatico Ipa può essere lo strumento per migliorare le performance dell'Albania in funzione dell'integrazione e del possibile ingresso nell'Ué". Se ne è detto convinto il ministro per i Rapporti con le Regioni Italiane, Raffaele Fitto, commentando, a Tirana, le ripercussioni in Albania delle attività legate al programma di cooperazione transfrontaliero Ipa Adriatico. “È uno strumento importante. L'obiettivo è di coordinare i diversi interventi cercando di renderli coerenti con i contenuti del programma Ipa - ha continuato Fitto - anche rispetto agli interventi che le singoli amministrazioni dello Stato e le singole Regioni stanno realizzando su questo territorio”.
“Il programma comunitario Ipa Adriatico incide in modo sostanziale sul processo di integrazione dell'Albania nell'Ue – ha concluso l'ambasciatore italiano in Albania, Saba D'Elia - Si tratta di fondi attraverso i quali le differenti Amministrazioni albanesi possono e devono lavorare per armonizzare i propri criteri a quelli dell'Ue. Sono quindi fondi appositamente dedicati a questa finalità, perciò il loro corretto utilizzo è fondamentale per un accelerazione del percorso europeo dell'Albania”.
“In questo processo abbiamo bisogno di amici, come l'Italia, che credono che l'Albania ha fatto molto, ma che però ha ancora bisogno del sostegno dei Paesi dell'Ue": così il ministro albanese per l'Integrazione europea, Majilinda Bregu, ha aperto a Tirana il suo intervento. “Non soltanto di un sostegno economico che viene poi stanziato dai fondi europei - ha aggiunto - ma di quello morale da parte della gente che conosce l'Albania. Abbiamo bisogno di chi percepisce i cambiamenti fatti durante questi venti anni e che quindi venga cancellato lo stereotipo dell'albanese che si era fatto largo, soprattutto negli anni '90 in Italia, dove ci sono stati i flussi maggiori. In Albania c'é gente che lavora, il Paese ha cambiato moltissimo, però la nostra strada verso Ue sarà caratterizzata da altre cose da fare". Come il primo ministro Berisha, anche la Bregu ha chiarito che l'Albania vuole essere giudicata sul merito: "Non abbiamo chiesto niente come senso di carità, abbiamo chiesto che ci venga riconosciuto quanto fatto e quanto faremo".
Fonte: OICS.
