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COOPERAZIONE TERRITORIALE

La Regione Puglia nella Programmazione dei Fondi Strutturali 2007 - 2013

Nel 2007 è iniziata una nuova, importante fase della programmazione, che dovrà realizzare quanto previsto dalla riforma della politica di coesione dell'Unione Europea.

La politica di coesione economica e sociale dell’UE è finalizzata a promuovere uno sviluppo equilibrato, armonioso e sostenibile della Comunità, riducendo le disuguaglianze tra le diverse regioni europee, cosi come stabilito dagli artt.158-162 del Trattato di Maastricht del 1992.

Nella Terza relazione sulla coesione COM(2004)107, la Commissione Europea ha presentato una proposta dettagliata delle priorità e dei meccanismi di intervento per i Programmi di nuova generazione.


In base a questo nuovo orientamento, la politica di coesione diviene un mezzo strategico per l’attuazione degli obiettivi dell’Agenda di Lisbona e di Göteborg, da realizzarsi tramite Programmi di sviluppo internazionali, nazionali e regionali.

Nell’ambito della politica di coesione dell’UE 2007-2013, la Commissione, rispetto al periodo di programmazione 2000-2006, limita le priorità istituendo tre Obiettivi:

  • l’Obiettivo Convergenza, che tende a migliorare le condizioni per la crescita e l'occupazione nelle regioni in ritardo di sviluppo. Esso si concentra in particolare sull’innovazione e la società della conoscenza, l'adattabilità ai cambiamenti economici e sociali, la tutela e il miglioramento della qualità dell'ambiente e l'efficienza amministrativa.
    Questo obiettivo è finanziato dal FESR, dal FSE e dal Fondo di Coesione. La Regione Puglia è territorio ammissibile a questo obiettivo (in quanto il suo PIL pro-capite è inferiore al 75% della media UE);
  • l’Obiettivo Competitività regionale e occupazione, che riguarda le zone UE che non rientrano nel precedente obiettivo. Esso mira a rafforzare la competitività e l'occupazione, anticipando i cambiamenti economici e sociali. Questo obiettivo è finanziato dal FESR e dal FSE;
  • l’Obiettivo Cooperazione territoriale europea, che è inteso a rafforzare la cooperazione transfrontaliera mediante iniziative congiunte, locali e regionali, a rafforzare la cooperazione transnazionale mediante azioni volte allo sviluppo territoriale integrato connesse alle priorità comunitarie ed a rafforzare la cooperazione interregionale e lo scambio di esperienze a livello territoriale. Interviene in modo complementare agli altri due obiettivi, poichè le regioni ammissibili a questo obiettivo possono altresì utilizzare fondi relativi agli Obiettivi Convergenza o Competitività regionale ed occupazione.
    La cooperazione territoriale è finanziata dal FESR, fatta eccezione per i Paesi esterni all’UE, per i quali sono stati istituiti due nuovi strumenti: il Programma Europeo di vicinato e partenariato (ENPI) e il Programma di pre-adesione (IPA).

 

L’Obiettivo Cooperazione Territoriale nella programmazione 2007-2013

Dopo l’esperienza dell’iniziativa comunitaria Interreg che, in forma sperimentale, ha stimolato lo scambio di esperienze tra regioni di diversi paesi dell’UE, la cooperazione territoriale è diventata uno strumento effettivo della politica regionale;  nel periodo di programmazione 2007-2013, essa appare come obiettivo esplicito della politica di coesione.

Inoltre, l’accordo sulle prospettive finanziarie e la normativa comunitaria per il periodo 2007-2013 prevedono un significativo aumento della dotazione finanziaria e dell’intensità dell’intervento comunitario per il complesso dei programmi di cooperazione finanziati dal nuovo Obiettivo 3: in particolare, l’intensità del cofinanziamento FESR sale dal 50% al 75%.

La Commissione Europea, nell’ambito della nuova programmazione, ha previsto tre modalità di cooperazione territoriale:

  • la cooperazione transfrontaliera, il cui obiettivo è quello di integrare zone separate da confini nazionali, con  problemi comuni, e per cui  proporre soluzioni comuni;
  • la cooperazione transnazionale, che ha lo scopo di promuovere la cooperazione tra gli Stati Membri su questioni di importanza strategica;
  • la cooperazione interregionale, la quale punta a rafforzare ed innovare i sistemi regionali.

La Puglia è l’unica regione italiana ad essere territorio eleggibile sia nell’ambito della Cooperazione Territoriale con l’area balcanica, sia con l’area mediterranea.


I principali Programmi di Cooperazione Territoriale Europea di interesse per la Regione Puglia sono:

  • Cooperazione transfrontaliera Grecia-Italia
    Programma Grecia- Italia;
  • Cooperazione Transfrontaliera – Strumento di Pre-adesione
    Programma CBC IPA-Adriatico;
  • Cooperazione transfrontaliera – Strumento di Vicinato e Partenariato
    Programma CBC ENPI - Bacino del Mediterraneo;
  • Cooperazione Transnazionale
    Programma MED
    Programma SEE - Europa Sud Orientale;
  • Cooperazione Interregionale
    Programma Interreg IV C
    Programma URBACT II
    Programma INTERACT
    Programma ESPON 2013.

 

Tra i vari strumenti di cooperazione territoriale, la Commissione Europea ha istituito il GECT- Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale. Il GECT è un nuovo soggetto con personalità giuridica europea, che consente ad autorità territoriali, appartenenti a Stati diversi, di istituire gruppi di cooperazione territoriale.

Nell’ambito del Programma di Cooperazione Transfrontaliera ENPI Mediterraneo, la Regione Puglia, in accordo con le altre Regioni ed i competenti Ministeri nazionali, ha assunto la funzione di presidenza del Comitato Nazionale, una funzione di coordinamento delle Regioni finalizzata a rafforzare e coordinare la partecipazione dell’Italia al Programma.   


Inoltre, nell’ambito del Programma di Cooperazione Transfrontaliera IPA Adriatico, si è voluta riconoscere la valenza strategica della pregressa cooperazione Puglia – Albania quale asse portante delle relazioni dell’area adriatica; pertanto, i Paesi partecipanti hanno ufficialmente sostenuto l’avvio del Progetto Strategico Energia.

L’impegno della Regione Puglia nella promozione e diffusione dei nuovi strumenti di cooperazione territoriale si è concretizzato nel coinvolgimento di stakeholder privati ed istituzioni pubbliche locali.