Contenuto principale

Messaggio di avviso

Questo sito fa uso di cookie (tecnici e analitici ad essi assimilabili) per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Oltre ai precedenti il presente sito contiene componenti di terze parti (Google maps, Facebook, Issuu, Twitter, Youtube) che utilizzano cookie di profilazione a fini pubblicitari per i quali è necessario prestare il consenso. Può conoscere i dettagli cliccando sul pulsante "Cookie Policy". Proseguendo nella navigazione nel sito si accetta l'uso di tutti i cookie di terze parti precedentemente elencati.

I leader di Serbia, Croazia, Montenegro e Bosnia-Erzegovina, nel corso di un vertice a Belgrado, hanno firmato una dichiarazione congiunta nella quale si sottolinea l'impegno a lavorare in comune e in qualità di partner per assicurare un futuro europeo all'intera regione dei Balcani occidentali. La prospettiva dell'adesione alla Ue, si afferma nel documento, aiuta a rafforzare la pace e la stabilità nel sudest Europa e contribuisce a migliorare le relazioni fra i paesi della regione.


Al vertice della cosiddetta Iniziativa Igman - un consesso fondato nel novembre 2000 da un movimento di 140 ong di Serbia, Croazia, Montenegro e Bosnia-Erzegovina - hanno partecipato i presidenti serbo Boris Tadic, croato Ivo Josipovic, montenegrino Filip Vujanovic e il presidente di turno della presidenza tripartita bonsiaca Zeljko Komsic. Ai lavori ha preso parte anche il commissario europeo all'allargamento Stefan Fuel che ha fatto il punto con i dirigenti balcanici sull'ultimo rapporto della commissione relativo ai progressi dei paesi della regione sulla strada verso l'integrazione europea.

Obiettivo principale della Iniziativa Igman è promuovere e facilitare il dialogo nella regione balcanica in campo politico economico e culturale, rafforzare la fiducia reciproca e promuovere i valoro democratici. Rallegrandosi per la futura adesione della Croazia alla Ue (primo luglio 2013), i quattro paesi dichiarano la propria determinazione ad aiutarsi reciprocamente per il raggiungimento dei criteri necessari per l'entrata nella Ue, e sottolineano la volontà di continuare nel processo di riconciliazione fra i paesi della regione.

Il commissario Fuele ha detto che la riconciliazione regionale e relazioni di buon vicinato sono i pilastri della politica di allargamento della Ue, insieme al dialogo e alla volontà di riconciliazione. La Ue, ha aggiunto Fuele, appoggia tutte le iniziative dirette a favorire la cooperazione regionale.