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La Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime d’Europa raggruppa 156 regioni europee appartenenti a 28 Stati, membri e non dell’Unione Europea. In rappresentanza di circa 200 milioni di abitanti, si batte per favorire uno sviluppo più equilibrato del territorio comunitario.

Le Regioni della CRPM fanno parte quasi interamente dell'area costiera europea. Da questa posizione geografica traggono dei benefici, come la facilità negli scambi con il resto del mondo, la particolarità dei siti, la buona qualità della vita e la presenza di importanti risorse marine; ma da essa derivano anche degli svantaggi, come la distanza dai centri economici e decisionali, l’inquinamento dovuto all’insufficiente sicurezza del mare e la mancanza di infrastrutture.

Interlocutore dei Governi nazionali e delle Istituzioni comunitarie, la CRPM opera, dal 1973, affinché le esigenze e gli interessi delle proprie regioni siano presi in considerazione in tutte le politiche a forte impatto territoriale: la politica regionale, la politica marittima, lo sviluppo sostenibile, i trasporti e la pianificazione territoriale, la pesca, l’ambiente, l’agricoltura e lo sviluppo rurale, la ricerca e l’innovazione, l’energia, i cambiamenti climatici, l’immigrazione e il turismo.

Organizzata in sei commissioni geografiche, sulla base dei bacini marittimi dell’Unione Europea (Isole, Atlantico, Mediterraneo, Baltico, Mare del Nord, Balcani/Mar Nero), la CRPM promuove progetti di cooperazione tra le regioni su problematiche comuni, puntando a favorire lo sviluppo regionale e la coesione territoriale in Europa.

La Commissione Inter-Mediterranea (CIM), di cui la Regione Puglia è parte attiva, rappresenta uno dei pilastri sui quali si erige la CRPM. La CIM è stata creata in Andalusia nel 1990, con il fine di rappresentare gli interessi delle regioni mediterranee all’interno delle principali negoziazioni europee. Successivamente alla dichiarazione di Barcellona del 1995, la missione della Commissione si è estesa alle problematiche dell’insieme delle regioni del Mediterraneo.

Oggi la CIM raggruppa una cinquantina di regioni appartenenti a dieci Stati (Cipro, Spagna, Francia, Grecia, Italia, Libano, Malta, Marocco, Portogallo, Tunisia). Queste regioni si caratterizzano per l'appartenenza ad una entità geopolitica, quella del bacino mediterraneo, la cui vocazione è di fungere da trait d’union per la pace, la stabilità e lo sviluppo tra tre continenti: europeo, africano ed asiatico.

I lavori della CIM si sviluppano all’interno di un’azione aperta al partenariato con le organizzazioni internazionali attive nella zona (Commissione Europea, Agenzia delle Nazioni Unite, OCDE), gli Stati membri e le loro reti, le altre organizzazioni di collettività territoriali (Arco latino, Med-città, Commissione Med del CGLU, Organizzazione delle città arabe).

Le regioni che fanno parte della CIM si riuniscono in Assemblea Generale, in Ufficio Politico ed in Plenaria circa tre o quattro volte l’anno con il fine di dibattere su argomenti di attualità e presentare i risultati dei lavori prodotti dal segretariato esecutivo e dai gruppi di lavoro. La Regione Puglia è componente dell'Ufficio politico della Commissione Intermediterranea.

Seminari tematici sono organizzati regolarmente sia dalla CIM che per iniziativa di una delle regioni su di un tema di interesse focale. Inoltre, attualmente sono operativi otto gruppi di lavoro (Agricoltura; Cooperazione territoriale; Dialogo Interculturale; Migrazione; Politica Marittima; Turismo sostenibile; Trasporti; Acqua).

La CIM è presieduta da luglio 2016 da Apostolos Katsifaras (presidente della Regione Grecia Occidentale).

Sito di riferimento www.crpm.org